Vade Retro non trova un museo

«Vade Retro al museo nazionale della Scienza e della tecnologia? Impensabile. La mostra non ha nulla a che vedere con il nostro target». Fa un passo indietro il direttore generale del museo Fiorenzo Galli che, d’accordo con l’assessore comunale alla Cultura Vittorio Sgarbi, aveva ipotizzato di ospitare la discussa esposizione a settembre, in concomitanza con la rassegna Milano doc festival.
Dopo l’ennesimo dietro front, infuria la polemica. Sgarbi non ha esitato a ribattere, spiegando di non avere nulla da eccepire: «È pieno diritto del direttore del museo e del direttore artistico del Doc festival decidere di non ospitare Vade Retro - scrive in una nota -, ma trovo incoerente la motivazione». Ovvero, aver visitato le opere in fase di imballaggio al Palazzo della Ragione e aver concluso che «la mostra non ha nulla a che fare con le tipologie espositive del museo nazionale della Scienza e della Tecnologia, fermo restando il rispetto verso gli organizzatori e quanto hanno voluto esprimere nei contenuti». Sgarbi spiega che «anche prescindendo dai gusti sessuali del direttore e di quelli di Rubino Rubini, vorrei ricordare che Leonardo da Vinci, cui il museo è dedicato, era, serenamente, omosessuale. Inoltre, il suo nome richiama scienza, libertà, ricerca, che è ragione, oggi, per sostenere una iniziativa immotivatamente censurata».
Insomma, «Vade Retro» perde un’altra potenziale collocazione. E ricomincia il suo giro attraverso lo stivale. Fino a questo momento, le opere sono state sul punto di andare a Napoli, Isernia, Campobasso, Campione, Sesto San Giovanni, Arconate e Londra.