Valbona, Gaith e Alice Quella terra lombarda crocevia di jihadisti

Nelle indagini i viaggi verso il Califfato di decine di estremisti islamici del Lecchese

Non conforta dirlo, ma se dobbiamo vivere nella paura è meglio conoscere più dettagli possibile. E ricordare quindi spesso che negli ultimi tre anni, secondo le indagini degli investigatori milanesi della Digos e del Ros, in Lombardia c'è stata una penetrante azione di radicalizzazione islamica, seguita in molti casi da un allontanamento volontario per la Siria e perlopiù si è trattato di islamici residenti nella provincia di Lecco.

Prima ancora di Valbona Berisha, la donna 34enne di origine albanese allontanatasi con il figlioletto di 8 anni da Barzago (Lecco) nel dicembre 2014 - e colpita lunedì da un mandato di cattura internazionale spiccato della Procura di Milano che l'accusa, tra l'altro, anche di sequestro di minore di 14 anni - va ricordato Anas El Abboubi, il rapper 22enne marocchino trapiantato in tenera età in provincia di Brescia. Partito, sempre per la Siria nel settembre 2013, pochi giorni prima di lasciare l'Italia, il giovane frequentava amici a Lecco.

Gathem Abdessalem - conosciuto come jihadista partito per la Siria ma residente prima con la famiglia a Merate (Lecco) - ha spinto la questura di Lecco a eseguire un decreto di espulsione nei confronti del fratello 20enne Gaith. Che così è stato portato a forza a Malpensa e rispedito in Tunisia.

Non dimentichiamo l'allontanamento volontario dalla loro casa di Bulciate (Lecco) nel febbraio 2015 del 32enne marocchino Mohamed Koraichi, con la moglie Alice Brignoli e i loro tre figli minori. Le indagini su di loro, fatte dalla Digos di Milano e di Lecco e dal Ros di Milano, hanno portato, tra l'altro, a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Milano nei loro confronti, quindi della sorella dell'uomo partito, la 24enne Wafa Koraichi, e del loro amico Abderrahim Moutaharrik (meglio conosciuto come il pugile), marocchino 28enne residente a Lecco con la moglie Salma Bencharki, connazionale 26enne. Tutti accusati di associarsi tra loro e con molte altre persone, con finalità terroristiche in nome dell'Isis, per commettere atti violenti e partecipare alle varie azioni terroristiche in particolare in Italia.

Al figlio di Berisha in Siria è stato cambiato il nome. L'Isis, infatti, non vuole solo governare la regione: vuole che la regione diventi il riflesso della sua ideologia. Per questo punta a insinuarsi nelle menti dei bambini, modificando i loro punti di riferimento.

In un reportage per L'Ibtimes (L'International Business Times, un quotidiano in rete con sede a New York che veicola 10 edizioni nazionali in sette lingue, ndr) un collega scrive: «Un campo di addestramento ad Al-Bab (stessa località dove si trovano Valbona e il figlio) recluta ragazzi di 14-15 anni che ricevono lo stesso addestramento e la medesima ricompensa economica degli adulti. L'addestramento include sia le armi sia l'educazione religiosa».

Il marito di Valbona, un 47enne, anch'egli albanese, padre del bimbo e residente a Barzago (Lecco) - ma non coinvolto nell'attività jihadista della moglie che, una volta in Siria, ha sposato un altro uomo conosciuto online - aveva denunciato immediatamente la scomparsa del figlio. Del piccolo e della madre, purtroppo, si sono perse le tracce a metà del 2015. Tuttavia l'uomo è riuscito a sapere che il bambino è stato circonciso e mandato nel campo di addestramento militare.

Qual'è il comune denominatore di tutti questi casi lecchesi? Se esiste riusciranno gli inquirenti a individuarlo?

Commenti

pensaepoiagisci

Mer, 07/12/2016 - 22:35

ma perche' non vengono tutte mandate nei loro paesi queste persone..e così non avremo più alcun problema con il terrorismo