Da Valentina agli eroi cinesi: Milano cosmopolita a fumetti

Nel week end Novegro ospita il festival sulle più note strisce comiche: anche i disegnatori sottolineano come è cambiata la città negli anni 

Il Festival del fumetto si tiene a Milano da sabato a lunedì, al Parco esposizioni Novegro. Ci sono i fumetti di carta nei mercatini, l'area manga e poi i fumetti in carne ed ossa (e molto trucco: si chiama cosplay). L'evento attira un sacco di appassionati del genere, a Milano, che non sarà Lucca ma ci sa fare tra il Comicon Milano, lo Wow Spazio Fumetto, le tantissime mostre. E Milano (più di Lucca) non solo ospita i fumetti, ogni tanto da loro si fa pure ospitare. Ha fatto capolino dentro e fuori da alcune vignette, giusto una comparsata. In almeno un fumetto famosissimo è stata il background solo accennato, un'intuizione di Milano più che una sua presenza, eppure era lei. In altri è scenario, parte dello sfondo ma protagonista, come in un romanzo di Scerbaneco, un ruolo a sé. Una volta si è fatta cartolina, un fumetto di una sola vignetta, Milano piccola e disegnata da un grandissimo della matita come omaggio ad un grandissimo della musica.

Eccola tutta, la Milano a fumetti.

Valentina nel metrò

Valentina Rosselli, firmata Crepax, è milanese come il suo autore, ma intuirlo è difficile per un lettore non-milanese. La città è appena accennata e va scoperta, la si intuisce da uno scorcio, da una targa (come in «Valentina sul metrò» e «Il bambino di Valentina»), è un vedo-non-vedo che somiglia ai nudi della sua protagonista. Siamo negli anni Settanta, Valentina in bianco e nero riempie la città di colore, eroina di un eros che nei fumetti, al tempo, si vedeva poco. Milano gli ha dedicato una mostra l'anno scorso, alla Galleria Nuages: «La Milano di Valentina»: una Milano che è rivoluzionaria ed eccitante come lei.

Long Wei, un giallo a Milano

L'idea è di Diego Cajelli (già sceneggiatore di Diabolik, Zagor e Romanzo Criminale), la matita è di Luca Genovese. Il protagonista è un eroe noir, è cinese e pratica le arti marziali. «Long Wei» è un fumetto ultima generazione (è uscito appena due anni fa) e vede Milano sullo sfondo dall'inizio alla fine. Ma un'altra Milano, siamo in via Sarpi. Long Wei ha trent'anni: voleva diventare una star del cinema action cinese, ma poi si è ritrovato a fare la guardia in una fabbrica di Chinatown. La sua città è la Milano nuova con l'aura di sempre, quella gialla ma anche un po' nera di Scerbanenco e Roversi, contemporanea e un po' kung fu.

Se Martin Mystère mangia la casseoula

Otto tavole specialissime, un personaggio del fumetto classico e un viaggio nel tempo (Milano 1848). Si chiama «Il Naviglio battagliero», Sergio Bonelli editore, lo disegna Alfredo Orlandi tre anni fa, ma arriva dopo altre due precedenti incursioni del detective-archeologo nella Milano del passato («Se a Milano ci fosse il mare», 1995, e «In viaggio sui Navigli», 2001). I protagonisti parlano il dialetto milanese e vivono nel mezzo delle «Cinque giornate» di Milano. Ma tutto parte all'osteria del Cappello, dove Martin si mangia «la migliore casseoula di tutta Milano».

Demoni e vampiri? Sono sotto la Madonnina

È il fumetto più twilightiano di casa Bonelli, si chiama «Dampyr» e nel numero 145 si dedica ai misteri milanesi. Un mosaico di situazioni inquietanti che riguardano la città, ancora una volta attraverso il tempo: dalla peste del Seicento alla seconda guerra mondiale. L'intero fumetto è un viaggio in tantissime città, di tutto il mondo, ma a Milano si cambia epoca più di una volta: di scenario in scenario si raccolgono indizi, che conducono a un luogo soprannaturale dalle parti di Milano. Con tanto di scontro epico tra demoni e vampiri.

La città che esige una vignetta

«Milano Criminale - La città esige vendetta» è ambientato negli anni Settanta. Protagonista è l'ispettore Lo Russo, assieme al commissario De Falco. Ci sono gli spari e i soliti cattivi, ma qui gli sbirri si chiamano «ghisa». «La legge, sotto la Madonnina, è in mano a sbirri duri come il calcio di una pistola». È il fumetto che più di tutti ha Milano protagonista, persino nel titolo. La mente è Diego Cajelli, la mano è Giuseppe Ferrario: disegni bellissimi e Milano in splendida, noirissima, forma.

Paperopoli è Milano (Sotto mentite penne)

Paperino è stato per anni (dal 1974) disegnato dal team alla cui guida come caporedattore era Marco Rota, milanese, uno dei più grandi fumettisti Disney in Italia. L'artista dei paperi ne ha fatti di omaggi a Milano: la si riconosce in certi paesaggi che fanno da sfondo inconfondibile alle storie di Paperino, Paperoga, Qui Quo Qua, Rockerduck. E Paperone? Una volta è persino diventato Duca di Milano. Comprandosi il Castello Sforzesco.

Un fumetto formato cartolina

Come disegnare in una sola scena una canzone, il cantante e la città. Lo fa Claudio Villa, uno dei più grandi fumettisti italiani, in una cartolina che è un omaggio ad Enzo Jannacci e ad una sua canzone (che è proprio «Il Duomo di Milano»). La cartolina viene presentata in occasione dell'iniziativa «La mia gente», dedicata a Jannacci ad alcuni mesi dalla sua morte. Partecipano tantissimi artisti e fumettisti italiani, che disegnano le sue canzoni. Claudio Villa, nella sua tavola, mette il cantante e il Duomo di Milano stagliato dietro. Diventa un fumetto di una sola vignetta. Il resto della storia è nelle canzoni.