Vallanzasca, forzata la cassaforte della moglie

C'è qualcosa che non funziona, siamo sotto una cattiva costellazione se i ladri cominciano a rubare a casa dei ladri? In ogni caso c'è da riflettere quando i malviventi in questione - per ora ignoti topi d'appartamento e forse destinati a restare tali - «osano» entrare e forzare la cassaforte dell'abitazione della moglie di Renato Vallanzasca, Antonella D'Agostino, in zona Musocco. La donna, che in questi giorni è a Roma per lavorare alla sceneggiatura di un film ed è stata avvertita del blitz dei malviventi nella sua casa milanese dalla governante, ha definito «anomalo» l'assalto, dal momento che nella cassaforte non ci sarebbe stato custodito nulla. «Dell'esistenza della cassaforte mi ero addirittura scordata - ha spiegato la signora Vallanzasca -, ma i ladri sono andati a colpo sicuro. Era nascosta dietro un quadro».

Non è un bel periodo per la coppia Vallanzasca. Non che la signora D'Agostino, in quanto moglie del famigerato ex capo della mala milanese, si aspettasse rose e fiori condividendo (si fa per dire) la vita con un uomo condannato, complessivamente, a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione. Un uomo che è stato condannato l'ultima volta, a novembre, a 10 mesi per tentata rapina impropria dopo aver rubato lo scorso giugno due paia di mutande e altri oggetti di scarso valore (anche se lui sostiene di essere stato «incastrato») gli sono costati la semilibertà, revocatagli proprio dopo quest'ultima «bravata».