In vendita il palazzo, salvo lo Spazio Oberdan

Il Comune assicura che la cineteca non sparirà e manterrà il suo ruolo

Sarà venduto l'edificio di piazza Oberdan di proprietà della città metropolitana: il Comune ha dato il via libera al cambio di destinazione d'uso degli uffici e dello spazio espositivo. Questo però esclude il piano terra con la sala cinematografica che è stata intitolata ad Alda Merini e che continuerà così la sua attività. «Per ora il calendario degli eventi non si spinge oltre giugno, ma sarà presto aggiornato: il Comune - spiega in una nota Palazzo Marino - ha deciso che lo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2 rimarrà un luogo pubblico, un presidio artistico e culturale aperto alla città e a tutta la provincia».L'alienazione del palazzo in stile liberty è stata decisa dalla Città metropolitana per risolvere, almeno in parte, i problemi economici. «La valorizzazione degli spazi pubblici e l'ampliamento dell'offerta artistica - hanno spiegato gli assessori comunali a Urbanistica e Cultura Alessandro Balducci e Filippo Del Corno - sono stati in questi anni i principi fondanti dell'eccezionale sviluppo di Milano come polo attrattivo nazionale ed internazionale. La tutela di un luogo simbolo della cinematografia d'autore come lo Spazio Oberdan non poteva che essere parte integrante di questa politica culturale».E che Milano stia diventando sempre più un polo d'attrazione per il cinema non soltanto di casa nostra, lo dimostra il fatto che da oggi partono le riprese di una serie tv cinese nel centro della città. Non è la prima volta che produzioni orientali girano film nel cuore di Milano, tuttavia desta sempre molta curiosità un set con gli occhi a mandorla dalle nostre parti.Da anni il palazzo rappresenta una meta imprescindibile per gli appassionati di cinema, un luogo di culto per i tanti milanesi che partecipano alle proiezioni della Fondazione Cineteca Italiana. Palazzo Marino ha salvato lo Spazio Oberdan dalla vendita integrale decisa dalla Città Metropolitana, proprietaria del palazzo in stile Liberty di Porta Venezia, separando il destino del piano terra, dove si trovano la sala cinematografica e il foyer, da quello degli altri piani dell'edificio. L'Amministrazione comunale ha così concesso il cambio di destinazione d'uso - chiesto dall'ente proprietario per poter procedere alla vendita dell'immobile, non più necessario alle nuove funzioni della Città Metropolitana - per le sole porzioni destinate ad uffici amministrativi e sale espositive.