Ventidue ore di falsi allarmi tra burle, auto e zaini sospetti

Ormai vivere pericolosamente non è più una grande emozione. Di quelle da desiderare, da emulare, da provare per sentirsi protagonisti, come al cinema, come in una grande avventura. In realtà di questi tempi si cerca di sopravvivere. Facendo i conti con la paura quotidiana che di cinematografico ha ben poco.L'elenco di chiamate al 112 si allunga a Milano dopo gli attacchi terroristici della scorsa settimana a Parigi. Prendiamo una giornata come tante, qui in città. Traducibile in una raffica di falsi (per fortuna) allarmi, seguiti da fraintendimenti, da inutili corse ad altrettanto inutili sforzi. Insomma: un gran lavoro per la polizia e per le forze dell'ordine. Che, tra sabato e ieri mattina hanno dovuto fronteggiare ben 13 false segnalazioni. Partiamo da sabato, pochi minuti prima delle 12, uno zaino e un sacco appoggiati a un muro lungo via Santa Sofia hanno fatto scattare l'allarme ma a reclamare quegli oggetti sospetti è arrivato un senzatetto. Neanche un'ora dopo la paura è arrivata in via Zanella con una borsa lasciata su un'auto Seat. E' piena di cose da cestinare, nulla di più. Alle 14, invece, l'attenzione è catturata in via della Moscova da un'auto sospetta, la targa non lascia dubbi: è di un'agenzia di investigazione privata. In via Monreale, invece, chi scappa davanti allo sguardo di alcuni militari dell'Esercito è solo un uomo senza fissa dimora in cerca di cibo tra i cestini. La paura si nasconde anche nei volti. Tanti i milanesi che hanno chiamato per segnalare arabi sospetti. Sempre ieri pomeriggio, in corso Buenos Aires, una persona ha telefonato per segnalare un arabo che gettava un borsello in un cestino. Intervento nullo: niente tracce del presunto sospetto, né del borsello buttato. E' un borsone militare lasciato davanti alla stazione di Porta Genova ad allungare la lista delle telefonate alle forze dell'ordine. E ancora: una borsa 24 ore in piazza Duca d'Aosta vicino a una banca, una valigia in via Induno hanno portato a nuovi controlli; tutti senza danni. In via Buonarroti, una persona ha chiamato per un arabo con un pacco giallo tra le mani. Si scoprirà essere un fotografo professionista, non un potenziale terrorista. Erano le 19.30 invece quando un uomo è stato avvicinato in piazzale Cadorna, a pochi passi dalla stazione, da un uomo che dice di avere lo zaino carico di bombe; presunto kamikaze che si allontana a bordo del tram 19. Il controllo immediato al mezzo Atm non ha permesso di rintracciare l'uomo; la descrizione coincideva con quella di un passeggero ubriaco già sceso dal tram. Ma c'è anche chi non sa distinguere un allarme da una barzelletta. Un uomo ha chiamato la polizia dopo aver ricevuto un sms sul rischio di un attentato in Italia. I poliziotti sono stati costretti a spiegargli la freddura inviata da un amico di cui non aveva registrato il numero. Alle 22.20, infine, in via Cola di Rienzo, l'allarme è arrivato per un'auto parcheggiata di fronte all'oratorio ebraico. Anche in questo caso l'allarme è rientrato.Alle 10.45 di ieri una donna ha notato una borsa abbandonata in un vagone della metropolitana della linea 5. E' intervenuta la Polfer per controllare, ma la borsa non c'era più. Poco prima, alle 9.35, in via Monteverdi dei passanti hanno notato una borsetta nera appoggiata sul tettuccio di un'automobile in sosta. Sono intervenuti gli agenti a controllare, ma la borsa conteneva solo delle bottiglie di birra.PaFu