«La vera priorità è la famiglia E la maggioranza sta con noi»

La Regione: «Ora stanno introducendo le adozioni»

Alberto Giannoni

Assessore regionale Cappellini, il sindaco Sala inizia a «celebrare» le unioni civili per le coppie omosessuali. Che ne pensa?

«È la dimostrazione di quanto dicevamo. Hanno voluto chiamarle unioni civili ma sono matrimonio. Ci sono sindaci che parlano di riti, celebrazioni, matrimonio. Siamo all'equiparazione fra unioni civili e matrimoni. Stessa sala e tariffa dei veri matrimoni».

Dice «veri» perché lei sottintende che questi non siano veri matrimoni.

«Dal nome no ma dal contenuto della legge sì. Bastava leggere il testo, siamo arrivati a una sostanziale equiparazione. Io non mi stupisco. Il governo e chi lo sosteneva, a questo, punto, poteva avere più coraggio. Hanno voluto chiamarlo così per distogliere l'attenzione».

Un testo sui «matrimoni» non sarebbe passato.

«Certo avrebbe fatto più effetto. Ormai siamo a questo uso delle parole. Non si può più dire utero in affitto ma gestazione per altri o maternità surrogata. Chi accende la tv e sente si chiede cosa sia. Così rischiamo di nascondere la realtà».

I diritti invece sono rilevanti. Basti pensare alla reversibilità.

«Assolutamente sì. Anche aver evitato l'introduzione della stepchild adoption: sapevamo che ci avrebbe pensato la magistratura. Qualcuno si è fatto bello ma non cambia il risultato».

In virtù di tutto ciò, con la sua posizione, apertamente opposta a quella dei promotori della legge, ritiene di rappresentare la maggioranza dei cittadini?

«La maggioranza reputa prioritari altri temi. Ed è pro famiglia naturale, col popolo del Circo Massimo. Questo disegno è portato avanti da una minoranza ideologizzata che si fa forte della non conoscenza della posta in gioco. Anche quando si parla del gender molti ci chiedono di cosa si tratti e quando lo sanno le cose cambiano. Ci vorrebbe il referendum, ma non si può fare, non consultivo».

A proposito di sportello gender, la Cgil parla di «cultura talebana»

«Sportello anti-gender è un titolo giornalistico. Il gender è solo uno dei temi. Si tratta di vari fenomeni, come bullismo e disagio. E non ci siamo inventati niente, la richiesta è arrivata dalla società civile. C'è molta attenzione su iniziative senza il consenso informato».

Priorità alla famiglia? Cosa fate?

«Io ne parlo ovunque mi invitino. La Regione ha approvato il reddito di autonomia, i nidi gratuiti e altre misure concrete per la famiglia, quella ex articolo 29».