Il verde è super protetto ma non dai compagni Festa di writer e abusivi

Forza Italia apre il caso Parco delle Cave: «Vincoli pesanti sulle normali associazioni Dove sono i permessi dati al centro sociale?»

Ciò che non è concesso alle normali associazioni, ciò che i semplici cittadini non si sognano neanche di fare, oggi a Milano è ampiamente tollerato (dal Comune), se sono i compagni a proporlo. Forza Italia apre così il fronte Parco delle Cave. Il caso è molto semplice, e a denunciarlo è il consigliere azzurro di Zona 7 Marco Bestetti: il centro sociale «Soy Mendel», manco a dirlo occupante abusivo di uno stabile Aler in via Gervasini (e fino a poco tempo fa abusivamente insediato anche in via Cancano) ha organizzato due giorni fa la cosiddetta «Festa popolare delle resistenze». E lo avrebbe fatto con il sostegno di una serie di sigle direttamente riconducibili al mondo della sinistra «ufficiale».

Il luogo prescelto per la festa normalmente è tutelato dal punto di vista paesaggistico-ambientale. Esistono vincoli precisi e in virtù di questi vincoli sono imposti iter particolarmente gravosi a carico di chi chieda di organizzare nel verde qualsivoglia attività, anche benefica. «Ci sono associazioni storiche che hanno sede nel parco e operano in zona da 20-30 anni - spiega Bestetti - E la Zona ha votato linee guida per il rinnovo delle convenzioni. Sono state imposti tutta una serie di vincoli e restrizioni, attinenti alla qualità delle manifestazioni proposte, che devono essere in linea con i criteri di gestione del parco, ma anche alla quantità di eventi, per non parlare della responsabilità e della trasparenza». Non basta: «Il Parco - prosegue Bestetti - è sottoposto a vincoli stringenti per la sua vocazione ambientale. E quando ho presentato una mozione per l'illuminazione mi hanno risposto di no, per preservare flora e fauna locale. E dove sono finite tutte queste precauzioni? Quando si tratta di comitati e sigle vicine alla sinistra i vincoli sembrano non esistere e si torna a quel criterio dei due pesi e due misure che speriamo di spazzare via definitivamente l'anno prossimo».

Insomma, si direbbe che, per la sinistra milanese, al Parco delle Cave non si possono installare lampioni perché turbano l'equilibrio ambientale del luogo. E le associazioni storiche che operano da alcuni decenni in zona devono essere sottoposte a restrizioni pesanti e vincolanti. Ma i compagni no. Possono suonare dalle 15 fino a tarda sera - dicono in Forza Italia - possono festeggiare e realizzare graffiti (è la sorte toccata al gazometro del Parco, dove è comparsa una scritta inneggiante alla «rivolta»). Tutto abusivo? È quel che Bestetti sospetta, chiedendone conto in un'interrogazione presentata ieri in Zona. «Attendo una risposta ufficiale - precisa - ma sicuramente sono illegali quegli imbrattamenti». L'interrogazione presentata ieri cita espressamente le sigle che avrebbero affiancato il centro sociale «Soy Mendel»: «Baggio bene Comune», che deriverebbe direttamente da «Baggio x», ma anche Rifondazione Comunista e «Un'altra Europa» di zona 7.