La Verdi e la Jazz Band di Tomelleri omaggiano MarsalisDomani all'Auditorium

L'orchestra Verdi apre con il Concerto per due pianoforti e orchestra di Francis Poulenc, solisti Benedetto Lupo e Simone Pedroni. Ma soprattutto, offre il primo sbarco in Italia della Swing Symphony di Wynton Marsalis. Dopo due repliche saranno sul palco all'Auditorium di Largo Mahler domani alle 16. Swing Symphony è una composizione classe 2010 di Wynton Marsalis: trombettista fenomenale, anima della Jazz at Lincoln Center Orchestra (Jalc). Unico Premio Pulitzer per il jazz, nove Grammy Award, «Doctor of Music» alla Harvard University. Il Time l'ha posto fra le 25 persone più influenti d'America. E' nato (a New Orleans, nel 1961) trombettista classico per poi passare al jazz divenendone l'icona. Non stupisce che questa sua Swing Symphony abbia debuttato eseguita da una delle più superbe orchestre, i leggendari Berliner diretti da Sir Simon Rattle. Per la precisione, Marsalis scrisse questa sinfonia proprio su misura dei Berliner che la eseguirono con la Big Band di Marsalis. A Milano, la Verdi fa tutt'uno con Jazz Band di Paolo Tomelleri (nella foto). Così, nel giugno 2010, accadde che i leader di due mondi apparentemente inconciliabili, Marsalis e Rattle, si incontrarono, fondendosi a meraviglia. Era un piacere vedere i Berliner Philharmoniker in versione «swing», improvvisare assoli dondolanti, intrecciarsi divertiti con la jazz band. Il lavoro venne subito prenotato dalla New York Philharmonic Orchestra, quindi dalla Los Angeles Philharmonic e London Symphony. In 5 movimenti, spesso tripartiti, la Swing irrompe furibonda con rullar di tamburi e timpani, preparando l'ingresso dell'orchestra e della tromba. Che, qui e là, non manca di ritagliare per sé sortite solistiche. Fugati si miscelano con ritmi di mambo che sfumano nelle melodie languide e sinuose di movimenti lenti.