Le verità della D'Urso sul palco del Manzoni

Cinema, tv, teatro. E il racconto di una carriera che, oggi, la segnala come uno delle conduttrici più popolari della televisione italiana. Sarà Barbara D'Urso l'ospite del quarto appuntamento di «Manzoni Cultura», la rassegna dedicata ai grandi personaggi dello Spettacolo e della Cultura nazionali che il Teatro Manzoni ospita ogni lunedì sera (ore 21, ingresso posto unico 10 euro, info 02.76.00.54.71).

Ideata e curata da Edoardo Sylos Labini, «Manzoni Cultura» vede lo stesso attore e consulente artistico del teatro insieme al giornalista e conduttore Nicola Porro nelle vesti di intervistatori e moderatori. Con il contributo musicale del dj Paul Vallery.

Caratteristica principale degli appuntamenti della rassegna è infatti una partecipazione attiva del pubblico con domande al personaggio di turno. Dopo intellettuali come Massimo Fini e Pietrangelo Buttafuoco, e artisti come il mito della danza Carla Fracci, domani tocca alla celebre conduttrice e show-woman napoletana («una delle grandi protagoniste della tv contemporanea», Daria Bignardi alle “Invasioni Barbariche” dixit) che ha saputo raccogliere attorno a sé un pubblico fedele ma, al contempo, anche una nutrita schiera di cosiddetti «haters», i detrattori di professione che, nell'universo di Internet, scagliano antipatie verbali come pietre.

Nell'appuntamento di domani sera Barbara D'Urso racconterà la parabola della propria carriera, nata fra cinema e tv (e attraversata da clamorosi flirt con celebrità come Vasco Rossi e Miguel Bosé), e sconfinata anche nel teatro: la conduttrice, oggi regina del pomeriggio su Canale 5 (da sette stagioni è al timone di «Pomeriggio Cinque», tra le sue conduzioni storiche anche quella del reality-show «Grande Fratello», il cui testimone lasciò poi a Alessia Marcuzzi) cominciò la carriera da giovanissima, a soli diciotto anni, quando salì a Milano con aspirazioni da modella. Fu però la tv a offrirle le prime importanti chance, facendola esordire come showgirl già nel 1977 e proprio a «Telemilano 58», la tv da cui sarebbe nata Canale 5. Negli anni Ottanta e Novanta, tanta fiction, cinema e le prime conduzioni televisive, nel 2003 le viene affidata la terza stagione del «Grande Fratello».

L'appuntamento di domani sarà un'occasione per ascoltare aneddoti, curiosità e opinioni dal cuore di quella tv che maneggia intrattenimento, cronaca e informazione popolare. Con uno sguardo anche al palcoscenico: Barbara D'Urso ha infatti recitato in commedie come «E meno male che c'è Maria» (1999) di Pietro Garinei, la goldoniana «La vedova scaltra» (2007) e il grande classico «Lisistrata» di Aristofane, quest'ultimo per la regia di Walter Manfré nel 2002.

L'ultimo volto di Barbara D'Urso è quello di autrice di best-seller come l'autobiografico «Tanto poi esce il sole» e «Se lo desideri accade», vademecum per l'ottimismo nell'era della crisi.