«Verona è al comando Il Giro finirà qui: è tutto già fissato»

C’è una città sola al comando, la sua maglia è gialloblù, il suo nome è Verona. Pochi dubbi sul destino dell’ultima tappa del Giro d’Italia dopo aver parlato con il sindaco Paolo Zanotto. Modi davvero garbati, nessuna intenzione di far polemica con Milano, ma idee chiarissime. Lontani i toni irriverenti dei quotidiani locali che in questi giorni hanno messo nel mirino la «spocchiosità tutta meneghina e l’alterigia da grande città», in riva all’Adige si lavora sodo. All’ultima riunione convocata dal sindaco c’erano l’organizzatore della corsa rosa Angelo Zomegnan, l’assessore allo Sport Luciano Guerrini, Teofilo Sanson e il primo cittadino di Bardolino Pietro Meschi. Chiaro quindi il tracciato della cronometro, chi metterà i soldi e chi garantirà la copertura «politica» all’evento.
Sindaco Zanotto, che dice ormai è fatta?
«Abbiamo incontrato Zomegnan e ci siamo scambiati un po’ di idee. Il Comune ha condiviso le proposte. Anzi, direi manifestato la disponibilità a sostenerle con decisione».
Perché proprio Verona?
«Un arrivo qui darebbe molta visibilità al Giro e lustro alla carovana. E gli amministratori sono a disposizione per dare il massimo supporto possibile».
Cioè?
«Logistica, organizzazione, appoggio politico. C’è grande disponibilità».
E ci sono anche grandi sponsor locali come Giovanni Rana e Teofilo Sanson. A Milano insinuano che alla fine sarà solo una questione di soldi.
«Tutti i soggetti veronesi che desiderano essere parte di questa iniziativa e offrire un servizio alla loro città saranno ben accetti. Ma il primo soggetto dev’essere il Comune. E noi ci siamo».
Diplomatico, ma deciso.
«Sì, siamo molto determinati. Abbiamo già fissato date, logistica, location. Tutto».
Nessuna paura ad affrontare un evento di queste dimensioni?
«Verona negli ultimi anni ha già organizzato due campionati del mondo, abbiamo le carte in regola».
Con una cronometro che parte da Bardolino e arriva all’Arena, a essere coinvolta non sarà solo Verona.
«Ci saranno anche il lago di Garda e il territorio veronese, zone dal grande fascino».
E indubbiamente dalla grande passione per il ciclismo.
«Sì, c’è un interesse crescente, l’amore per la bicicletta sta conoscendo da queste parti una crescita esponenziale, un fatto davvero popolare. Grande è la partecipazione e noi con l’ultima tappa del Giro possiamo dare un ulteriore messaggio di valorizzazione in questo senso».
Magari anche un messaggio ambientalista.
«Piano, un conto è lo sport della bici, un altro la mobilità urbana. Ma comunque l’uno può far bene all’altra».
E tutti e due possono fare bene al turismo.
«Certo, l’immagine del Garda e di Verona che vanno in tutto il mondo sono indubbiamente importanti per una città che ha già un’identità che piace a tanti. Ma che va diffusa il più possibile».