In viaggio tra i padiglioni non ancora finiti

Expo è ancora piena di acciacchi. Padiglioni da completare, cluster da aprire e altri pezzi che cascano, dopo quello noto del padiglione turco. Se anche lo sforzo di arrivare pronti è stato imponente, Stati come l'Estonia hanno tagliato i nastri solo in parte: il ristorante deve ancora aprire e fino a pochi giorni fa anche un pezzo del Padiglione Italia era chiuso al pubblico, come aveva annunciato il sindaco Pisapia nei giorni pre-apertura.

Anche l'Algeria ha vissuto gli stessi ritardi dell'Estonia, mentre il Nepal, a causa del terremoto, mostra ancora delle impalcature. E poi ci sono alcune strutture di aziende private che ancora sono cantieri. Chi sta subendo i ritardi maggiori sono però i cluster: una decina di padiglioni non hanno nemmeno aperto. Il cluster del Cacao non è arrivato a nemmeno la metà dei Paesi e gli altri non sono messi molto meglio: guai burocratici di ogni genere li hanno affossati. E molte delle attrezzature e dei materiali necessari sono ancora bloccate alle dogane, o in giro per il mondo sulla strada per l'Italia. E non è che quando arrivano sia tutto rose e fiori. Alcuni responsabili sono riusciti ad attrezzarsi, e non solo quelli provenienti da nazioni ricche come il Brunei, ma anche il disastrato Afghanistan ha apparecchiato uno spazio accogliente con tanto di ristorantino interno. Ma i problemi non finiscono con i padiglioni non terminati: l'edificio che ospita il media center due giorni fa ha perso un pezzo. Si tratta di parte della copertura interna: a quanto pare non ha retto all'ultimo acquazzone ed è cascato tra la preoccupazione e il nervosismo degli addetti della società. E anche la parte più esterna della piastra, dove cioè sono appoggiati i padiglioni, registra qualche problema: la strada esterna, quella percorsa dalla navetta gratuita, ha già avuto bisogno di una riasfaltatura. Secondo quanto riportato dall'ufficio stampa di Expo, non si tratta di un lavoro da completare, ma di uno già da rifare. Un secondo esempio, come quello del media center, che il poco tempo a disposizione ha causato qualche errore. D'altronde anche il padiglione americano pochi giorni fa aveva una delle due entrate bloccate perchè il portellone posteriore era “disallineato”. Un modo per dire che era fuori uso, anche se solo temporaneamente, tanto è vero che l'entrata è stata interdetta al pubblico. Con tutti i suoi acciacchi, resta comunque notevole lo sforzo messo in piedi dall'organizzazione, anche se resta da vedere come reggerà alle bizze del tempo estivo il sito: se un acquazzone per quanto potente fa cascare qualche pezzo, i temporali estivi potrebbero essere flagelli.