«Videosorveglianza centralizzata»

Piano dell’azienda dei trasporti e del Comune per avere stazioni più sicure

Roberto Bonizzi

Fronte comune contro le intrusioni nel metrò. Contro chi beffa i controlli anti terrorismo. E l’aiuto decisivo arriva dalle immagini riprese dalle telecamere Atm. Lo assicura anche il vice sindaco Riccardo De Corato. «L’Atm sta già lavorando in merito a questa problematica - garantisce -. Le immagini registrate la scorsa notte saranno messe a disposizione delle indagini per l’identificazione dei criminali». Con qualche cautela. «Ovviamente - prosegue il vice sindaco - per motivi di sicurezza la materia non può essere assolutamente pubblicizzata: bisogna lavorare con discrezione per non rendere vani gli sforzi che stiamo facendo».
C’è intesa su tutti i fronti tra l’azienda dei trasporti e Palazzo Marino. A partire dall’individuazione dei responsabili dei tre furti compiuti la scorsa notte nelle fermate di Caiazzo, Loreto e Centrale. «Il presidente di Atm, Bruno Soresina - aggiunge De Corato -, mi ha rassicurato sul fatto che, dagli accertamenti compiuti dall’azienda, i ladri non sono passati dai tunnel seguendo i binari. Da quando è scattato l’allarme terrorismo il problema del potenziamento dei sistemi di sorveglianza è all’attenzione di Comune e Atm, che sta già predisponendo la centralizzazione della videosorveglianza nelle stazioni a più alta frequenza». Palazzo Marino, dopo la promessa di stanziare dei fondi, si schiera nuovamente al fianco della società di via Monte Rosa. Il possibile sì, per l’impossibile ci attrezzeremo, sembra suggerire il senatore di An: «Stiamo parlando di un’area di un milione di metri quadrati, di una rete che si estende per 72 chilometri con oltre 730 vagoni. Atm, in accordo con Comune e sotto il controllo della Questura, sta pianificando interventi in tutte le stazioni. Ma sia chiaro che gli interventi dell’azienda dei trasporti, il cui compito principale non è la sicurezza, ma la circolazione, sono stati impediti dalla normativa dei vigili del fuoco in materia di uscite d’emergenza». L’ultimo pensiero è alla prevenzione: «Le telecamere servono per incastrare i malviventi dopo il fatto. Noi stiamo anche lavorando perché i crimini non vengano commessi».