Vigili, il patto passa con il «rosso»

Assemblea fiume dei ghisa che alla fine dicono sì a maggioranza all'intesa sul contratto con il Comune

«Quando si dialoga e ci si confronta senza pregiudizi si ottengono risultati che aiutano la città a superare i momenti difficili. Noi avevamo l'obiettivo di far rispettare la legge, loro avevano altri obiettivi, abbiamo ottenuto un accordo condiviso sia dai lavoratori sia dall'amministrazione». Così il sindaco Giuliano Pisapia ha commentato l'accordo trovato con i dipendenti del Comune. Un accordo che non è stato facilmente digerito dai 3080 vigili, che hanno espresso tutta la loro rabbia e la volontà di andare avanti nella lotta in un'infuocata assemblea al comando di Beccaria. Così se i sindacalisti si sono dichiarati soddisfatti dell'intesa siglata con il Comune, molti agenti l'hanno contestato proponendo di tirare dritto con la mobilitazione. La diplomazia alla fine ha avuto la meglio e i ghisa hanno votato a maggioranza il documento.

Si è conclusa poco prima di mezzanotte di mercoledì la trattativa tra le sette sigle sindacali in rappresentanza dei 4100 dipendenti comunali e dei tremila vigili e l'amministrazione, con la firma dell'intesa in cui Palazzo Marino si è impegnato a sospendere le due delibere contestate, quelle che dettavano le linee guida dal nuovo contratto decentrato, a sbloccare i pagamenti «di tutte le quote arretrate di salario accessorio e i compensi aggiuntivi attualmente sospesi, «per la polizia locale versare lo stanziato 2013 e 2014 e investire adeguate risorse economiche aggiuntive, rispetto a quelle stanziate», «riaprire il confronto sulle politiche occupazionali».

Così se la trattativa riguardava i dipendenti di tutti i settori, a fare paura era chiaramente l'agitazione della polizia locale, che aveva proclamato lo sciopero degli straordinari dal 4 all'8 dicembre e due assemblee in concomitanza degli Oh bej! oh bej!, e della Prima. Sventato il rischio caos per cinque giorni tra la storica fiera nella sua doppia forma legale e abusiva, l'apertura della stagione Scaligera e la partita a San Siro. Se infatti porzioni della città saranno chiuse al traffico, ovvero tutta l'area che corre intorno al Castello e al parco Sempione e il centro, code e ingorghi sono dovute a shopping e partita. Prima della Scala non significa solo autorità e vip da proteggere, ma soprattutto rischio di contestazioni da parte di centri sociali, anarchici, autonomi viste le tensioni sul tema della casa .

Soddisfatti i sindacati, che ieri pomeriggio però si sono trovati a dover gestire mal di pancia, frustrazioni e rabbia dei quasi 7mila lavoratori: «Vogliamo capire come mai siamo arrivati a ridosso di eventi così importanti con la locomotiva lanciata» il commento di Daniele Vincini, segretario regionale del Sulpm, il sindacato che conta più iscritti tra i ghisa. Come dire: si sarebbe potuto arrivare prima all'accordo evitando di esasperare gli animi. «Siamo stati responsabili, ora cercheremo di portare a buon fine la trattativa». «L'accordo ci soddisfa - commenta Orfeo Mastantuono, coordinatore provinciale polizia locale Csa -: mette in sicurezza il contratto decentrato e garantisce il salario accessorio attuale».

«Il sindaco venga a chiarire - attacca il vicepresidente del consiglio Riccardo de Corato - l'accordo coi vigili: vogliamo sapere dove prenderanno i fondi. Il dubbio è che vogliano usare le riscossioni delle vecchie multe».