Il Vigorelli torna in pista a mezzo servizio

(...)nel rifacimento del tetto e nel recupero degli spazi sotto gli spalti. Verranno realizzati anche un bar e un ristorante, ma di dimensioni ridotte rispetto all'idea originaria. Il motivo? Ieri l'assessore allo Sport del Comune, il vicesindaco con delega all'Urbanistica Lucia De Cesaris, il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici della Lombardia Alberto Artioli e la collega ai Beni culturali Caterina Bon Valsassina, i rappresentanti di Citylife hanno trovato un nuovo accordo. «Abbiamo condiviso l'avvio dei lavori secondo questo nuovo piano, con il mantenimento della pista storica vincolata. Siamo soddisfatti - spiega l'assessore Bisconti - perché il Vigorelli non si può lasciare in questo stato e siamo usciti dall'impasse».
Si supera così lo stop che, a tutela della pista di ciclismo da 400 metri del 1935, il Ministero per i Beni culturali ha posto al progetto di recupero. Resta anche il contenzioso aperto dal Comune contro il vincolo fissato dalla Sovrintendenza». Non sarà rimossala pista, come prevedeva l'intervento presentato nell'aprile 2013, conservandone una parte nell'ala destinata a museo e sostituendola con una struttura mobile. «Sarà mantenuta la struttura originaria in pino, con una nuova copertura in legno - spiega Bisconti - con la garanzia di una bassa manutenzione e della percorribilità: ovviamente per l'attività amatoriale, perché non è omologabile per quella agonistica». Resta un «punto di domanda sulla futura gestione dell'impianto e sulla sostenibilità economica: secondo il progetto era autosostenibile, adesso si apre il problema», dice l'assessore. Il Comune conta di aprire un tavolo con le associazioni dei ciclisti per trovare idee e proposte per la gestione. È ancora da decidere è la destinazione dei 13 milioni di oneri di urbanizzazione che derivano dal ridimensionamento dell'intervento.