Vini e formaggi lombardi lanciano la sfida al mondo

I formaggi e i vini lombardi conquistano il mondo ma fanno fatica nel mercato interno. L'export nel 2012 fa infatti segnare un entusiasmante +11,2 per cento nel calice e un più contenuto +4,4 per i prodotti caseari. Dati elaborati dal centro studi di Unioncamere Lombardia e resi noti durante «Di...Vini Formaggi», la giornata dedicata all'abbinamento dei due prodotti celebrata al Palazzo Affari dei Giureconsulti di Milano.
Un evento ideato da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia proprio per «espugnare» i carrelli dei formaggi e le carte di vini dei ristoranti lombardi; e trovare spazio negli scaffali delle gastronomie di alto livello. «Il nostro obiettivo - spiega Francesco Bettoni, presidente di Unioncamere Lombardia - è aiutare i consorzi a consolidare sinergie con il mondo della ristorazione e della distribuzione anche in vista di Expo 2015, che rappresenterà il momento in cui mettere a frutto l'attrattività del territorio lombardo e delle sue produzioni di eccellenza». Sono circa 8 mila le imprese attive in Lombardia tra settore lattierocaseario e vitivinicolo, in pratica circa una impresa italiana su dieci del settore latte e formaggi e una su venti nel vino.
La Lombardia è una delle regioni leader in Italia nella produzione di formaggi. Il panorama della produzione locale è veramente ampio: formaggi freschi di capra, di pianura, di alpeggio, semistagionati, stagionati, erborinati. Habitué delle tavole di tutta Italia come il Grana Padano, il Provolone Valpadana, il Gorgonzola, il Taleggio e anche il Parmigiano-Reggiano, l'11 per cento della cui produzione arriva dal Mantovano. Ma anche numerosi prodotti di nicchia dai nomi evocativi come il dorato Bagoss di Bagolino impreziosito dallo zafferano, il Fatulì di capra dell'Adamello affumicato con rami e bacche di ginepro, il Formai del Mut dell'alta Val Brembana e la Formaggella del Luinese, unica dop italiana unicamente da latte di capra. Tutti da degustare coi vini bianchi, rossi, rosati, spumanti e dolci della regione in base ad alcune semplici regole di abbinamento: gli erborinati stanno bene con i vini dolci o da vendemmie tardive, quelli stagionati o semistagionati con i vini rossi, i freschi di capra con i bianchi sapidi e quelli di pianura con le bollicine. Ma non si sbaglia mai puntando sullo stesso territorio e sulla «corporatura» dei due elementi, nessuno dei quali deve prevalere.