Violentata dal vicino di casa Ma i genitori non le credono

La vittima è una 12enne che si è confidata con le insegnanti di scuola La madre e il padre non hanno denunciato l'uomo di cui si fidavano

Una dodicenne italiana, ultima nata in una famiglia numerosa, economicamente in difficoltà, da tempo seguita dai servizi sociali e che forse, tra mille problemi quotidiani, non riesce a prestare la necessaria attenzione alla bambina. Un pensionato di 63 anni, pure lui italiano, che abita da solo nell'appartamento di fronte, aspetto neutro, atteggiamento «da nonno», vicino generoso, pronto a elargire alla bimba qualche piccolo dono e forse - ma è ancora tutto da accertare - anche un po' di denaro. Niente di particolare in apparenza, ma il male spesso si nasconde dietro facciate innocue e prende piede, silenzioso e sotterraneo, minando giovani esistenze indifese. Ci sono voluti infatti «episodi incontrovertibili» (li ha definiti così ieri Alessandro Giuliano, dirigente della squadra mobile di Milano) documentati da intercettazioni ambientali nella casa dell'anziano, per portare alla luce una serie di abusi da parte sua sulla bambina che lei stessa, probabilmente sconvolta nell'intimo, ha faticato a spiegare durante le audizioni protette. E anche la sua famiglia - messa al corrente dalla polizia di quanto la piccola era stata in grado di confidare solo a un compagno di classe - ha ritenuto di non dover sporgere denuncia contro quell'uomo che, a loro avviso, certo non poteva essersi macchiato di un tale crimine.

Sarà stata genuina ingenuità quella dei genitori della bambina? O ci potrebbe essere un tacito consenso a ignorare le attenzioni del vicino sulla bambina per ragioni economiche? Al momento è impossibile stabilirlo anche se le verifiche su questo aspetto della vicenda sono in corso. Il fatto però che la minore non sia stata sottratta ai genitori fa pensare che fossero in buona fede.

È un lavoro difficile sotto molti aspetti quello degli investigatori della squadra mobile di Milano «esperti» in reati su minori e reati sessuali e che stavolta hanno lavorato da febbraio fino alla fine di aprile - quando il 63enne è stato arrestato con l'accusa di atti sessuali su minori - prima con la Procura di Milano e poi con quella di Busto Arsizio, quest'ultima competente nella località dell'hinterland milanese dove si sono verificati i fatti. Oltre alle indagini i poliziotti in questione s'impegnano a non fornire dettagli che rendano riconoscibili le giovani vittime, com'è giusto che sia. Impossibile però non provare pena e amarezza per una bambina costretta, per nascita, a convivere con una realtà con la quale non merita, come nessun altro minore, di doversi confrontare e che rischia di compromettere seriamente uno svolgimento equilibrato della sua esistenza futura.

Intanto venerdì intorno alle 11 un altro italiano 50enne, incensurato come il precedente, è stato arrestato per violenza sessuale a Milano per aver palpeggiato una ragazza di 14 anni di origini francesi in metropolitana. L'uomo non si era accorto di essere seguito da due agenti della Polmetro in borghese che lo hanno notato quando ha messo gli occhi sulla ragazzina e quindi le si è avvicinato piano piano per poi toccarla. È accaduto su un convoglio della linea 1, alla fermata «Buonarroti». Quando l'uomo si è messo dietro, palpeggiando la giovane, gli agenti hanno provveduto a immobilizzarlo.