Visite e ricette elettroniche. Ecco le farmacie del futuro

Partita anche in Lombardia la riforma che cancellerà la "carta". La connessione internet non è richiesta ai cittadini ma ai medici

Arriverà anche qui, intanto si sperimenta: la ricetta elettronica sta per diventare reale (virtuale, a dire il vero). La classica «ricetta rossa», quella scritta di proprio pugno dal medico, verrà soppiantata da quella digitale: addio carta, e addio anche alla nota, incomprensibile, grafia del dottore.

La sperimentazione sta coinvolgendo alcune farmacie di Lecco, Bergamo e Como. Il prossimo mese, si estenderà all'intero distretto di Lecco. Entro il 2014 però, prevede Federfarma, sarà dominio di tutta la Regione, inclusa la provincia di Milano. Il rinnovo dell'accordo tra Federfarma e Regione Lombardia, che riguarda anche l'adozione della nuova ricetta, è stato stipulato lunedì: «L'obiettivo è fornire la massima qualità dei servizi utilizzando in modo ottimale la rete esistente delle farmacie territoriali - ha dichiarato Annarosa Racca, presidente di Federfarma - sfruttando anche le sue potenzialità di risparmio per il Sistema sanitario regionale». Tutto «nell'ottica di un ruolo attivo delle farmacie nel seguire il paziente nell'uso dei farmaci».

Per il cittadino, il cambiamento dalla prescrizione classica a quella elettronica dovrebbe essere privo di complicazioni. Al posto della ricetta rossa, ci sarà quello che viene chiamato un «promemoria»: digitalizzazione sì, ma non troppo. Il promemoria sarà un foglio in cui verranno riassunti i dati fondamentali della ricetta: quantità indicate, nome del farmaco, eventuali esenzioni, gli estremi del medico. Al paziente non resterà che presentarsi in farmacia con il promemoria e la sua tessera sanitaria: sarà il farmacista a visualizzare nel sistema informatico l'effettiva presenza della ricetta ordinata. La connessione internet non sarà richiesta al cittadino: l'unico passaggio «digitale» dell'iter di prescrizione ed erogazione del farmaco riguarda medico e farmacista.

«Il promemoria cartaceo servirà a garantire il paziente da eventuali problemi di erogazione - spiega Gianni Petrosillo, segretario di Federfarma -. Nel caso di medici non informatizzati o di improvvise disfunzioni nella connessione internet, si potrà continuare a ripiegare sulla “ricetta rossa”». Sul promemoria saranno poi incollate le «fustelle»: in Lombardia si parlava dell'adozione di un registro , come avviene a Trento, ma gli ultimi accordi tra Federfarma e Regione prevedono invece l'adeguamento al sistema esistente in tutte le altre regioni italiane, in cui le fustelle restano applicate al foglio rilasciato dal medico.

In realtà i tempi per una informatizzazione totale del servizio sono ancora lunghi e la ricetta classica continuerà a circolare ancora per un po'. Fatte salve Sicilia, Basilicata e Val D'Aosta, dove la «dematerializzazione» annunciata ancora nel 2012 è arrivata relativamente presto, in Lombardia, come nella maggior parte delle regioni italiane, i primi passi sono tra qualche mese. Le nuove frontiere dell'informatizzazione non riguardano solo le ricette: «Stiamo apportando migliorie anche alla rete Ssis (Sistema informativo socio sanitario) - aggiunge Petrosillo -: l'idea è potenziare ulteriormente la possibilità dei cittadini di ordinare prestazioni mediche, tramite la propria farmacia».