Vitali, la «Foresta rossa» e le altre città fantasma

Quando la centrale di Cernobyl esplose, la pineta che circondava la vicina città di Prypjat, a causa della fuga di radioattività, divenne tutta improvvisamente rossa, e poi a poco a poco s'inaridì.
«Foresta rossa», la mostra di Velasco Vitali in corso alla Triennale (dove resterà aperta fino all'8 settembre), idealmente prende inizio proprio da qui, dal risvolto cromatico di un avvenimento epocale, per narrare in pittura la deriva delle utopie urbane che caratterizzano la modernità.
Anche Prypjat era stata concepita negli anni Settanta come una città modello, con giardini, teatri, centri commerciali e ricreativi molto al di sopra degli standard sovietici. Oggi è un luogo fantasma, usato sporadicamente come set di film di fantascienza o videoclip di musica metal.
«Fantasma» è un termine importante per capire le quasi trenta grandi tele e le numerose opere su carta esposte in Triennale e dedicate appunto a 416 città fantasma sparse nel mondo (almeno quante ne ha censite l'artista in collaborazione con Francesco Clerici). A Velasco Vitali infatti interessa cogliere l'identità spettrale di questi luoghi, la loro perturbante inconsistenza, la loro capacità di tradursi in visioni larvatamente metafisiche.
Ciò che accomuna Prypjat a Suakin, la città del Sudan che si sta lentamente sgretolando, e a Sewell, l'insediamento minerario cileno ormai del tutto spopolato, è anzitutto una catastrofe ambientale o socioeconomica, un evento disastroso che poi inevitabilmente genera svuotamento e oblio.
In queste due condizioni è come se Vitali intravedesse qualcosa di virtuoso, un'occasione per suscitare un'energia anomala, in grado di preservarsi e mantenersi attiva nonostante, o forse proprio grazie, al naufragio delle utopie. L'olio, l'acrilico, l'intonaco e il molto inchiostro con cui sono realizzati i suoi dipinti servono a cesellare immagini slabbrate e paradossalmente corpose, visioni di architetture logore ma straordinariamente eleganti, relitti del moderno che rivelano un profilo arcaico.
È in queste opere che prende meglio forma quella sensazione di spaesamento, di disorientamento fecondo, che Vitali sta cercando di esprimere anche attraverso le sue sculture da quasi un decennio.
«Foresta rossa» non è la sola mostra che rimarrà aperta durante tutto il mese di agosto, compreso il giorno di ferragosto, in Triennale. Anche la sesta edizione del Triennale Design Museum (al cui interno è presente un'ampia rassegna dedicata ai gioielli realizzati da designer italiani), «E subito riprende il viaggio», l'esposizione della raccolta di opere d'arte contemporanea del MAGA di Gallarate appena distrutto da un incendio, la rassegna dei progetti che hanno concorso al Premio Mies van der Rohe 2013 potranno essere visitate durante gli orari consueti.
Non solo. Per tutto il mese di agosto, inoltre, è previsto un biglietto di ingresso cumulativo che dà la possibilità di visitare tutte le mostre della Triennale al costo di 10 euro.