La voglia di case di lusso batte la crisi del mattone

Sono appartamenti che minimo costano 7mila euro al metro A ruba quelli con terrazzo, l'assalto arriva anche dall'estero

D'accordo, c'è la crisi e le cose, molte cose, vanno male. Ma non proprio tutte. Coloro che soffrono di meno, manco a dirlo, sono i ricchi, i quali hanno il privilegio di concludere gli affari migliori. Ovvio. Se lo possono permettere. Cosicché non stupisce che il mercato immobiliare di lusso - specialmente a Milano - segni una ripresa tutt'altro che trascurabile. Occorre dire che nel primo semestre dello scorso anno le compravendite erano fiacche, praticamente ferme. Nel primo semestre del 2014, invece, hanno cominciato a risalire verso le vette dei tempi migliori.

I prezzi sono calati circa del 20 per cento nelle zone centrali della metropoli, ma si tratta di un assestamento, di un aggiustamento verso il basso coerente con i valori effettivi delle case che si erano eccessivamente gonfiati nel primo decennio del secolo XXI.

Molta gente facoltosa ha ripreso a considerare il mattone non soltanto un sicuro bene rifugio, ma anche un investimento utile ai fini abitativi. Il ridimensionamento dei prezzi, paradossalmente, anziché scoraggiare l'offerta e la domanda, le ha incentivate. Siamo di fronte a un'impennata di affari. I proprietari di appartamenti di pregio in vari casi vendono. Perché? I loro figli sono ormai adulti, le famiglie non sono più numerose e sentono l'esigenza di un alloggio meno ampio e più facilmente gestibile: costi ridotti e possibilità di realizzare una considerevole plusvalenza. Come? Se cedi un alloggio di 300 metri e te ne procuri uno di 150, è automatico guadagnare, sempre in relazione alla zona in cui sorge il tuo immobile. Superfluo dirlo.

Oggi nei posti più ricercati le quotazioni oscillano tra i 7 e i 12mila euro? Un lustro addietro le punte massime raggiungevano i 20mila euro. Assai cari rimangono gli attici e i superattici (che vanno letteralmente a ruba) con affacci sul verde, che a Milano è meno scarso di quanto non si pensi e si dica.

Qualche esempio per capire a quali livelli si sono stabiliti i prezzi dentro la cerchia dei Navigli. Le informazioni le abbiamo avute da Barbara Magro, titolare di una importante agenzia meneghina specializzata in Luxury real estate (cioè in roba di lusso). In piazza Duse siamo intorno ai 9mila euro, idem in via Manin, a Brera e in via Marina. Il diapason si raggiunge in via Mozart: 10mila.

Si scende un po' in via XX Settembre e in via Mascagni: 8mila. Mentre nei dintorni di corso Magenta ci si attesta sui 7mila. Ci riferiamo a un mercato relativamente ristretto, ma l'andamento positivo delle compravendite dà un segnale positivo all'intero settore legato all'edilizia, dove si prevede un risveglio a breve, anche perché qualche banca ha allargato la borsa dei mutui.

Barbara Magro dispone di un termometro anche per quanto riguarda le seconde case. E qui c'è da piangere, perché la pressione fiscale mostruosa ha provocato un terremoto: le tariffe si sono abbattute nell'ordine del 30-50 per cento.

Gli stranieri sono i più interessati ad accaparrarsi certe magioni da sogno in località rinomate, ma attenzione: non sono disposti come in passato a sborsare cifre folli. Tedeschi, cinesi, russi eccetera sono ormai assai accorti e prima di aprire il portafoglio ci pensano non due ma tre volte. Comunque siamo alle solite: chi ha tanto denaro non fatica ad accrescere la propria ricchezza. Chi viceversa è in bolletta è già tanto se riesce a tirare a campare. Buona fortuna.