«Voglio chiarire e difendermi dalle accuse»

«Voglio chiarire tutto quanto prima e difendermi dalle accuse», di associazione per delinquere e corruzione. Fabio Rizzi parla dal carcere di Monza attraverso il suo difensore Monica Alberti. Che dice di averlo trovato «sereno, lucido, concentrato sulla vicenda processuale. Vuole chiarire la propria posizione». Il consigliere regionale della Lega quindi risponderà alle domande degli inquirenti nell'interrogatorio previsto per oggi alle 12. Anche il suo braccio destro Mario Longo verrà sentito, così come Maria Paola Canegrati, che però si trova a San Vittore e sarà interrogata per rogatoria dal gip di Milano Luigi Gargiulo.Nella perquisizione di martedì i carabinieri hanno trovato a casa di Rizzi quasi 17mila euro in contanti. Potrebbe trattarsi di una tranche della mazzetta da 50mila che la Canegrati avrebbe pagato all'ex senatore e a Longo in cambio dei loro favori. E di 15mila euro in «pezzettoni» da 500 nascosti in soffitta parlano Rizzi e la compagna Lidia Pagani (ai domiciliari) in un'intercettazione. Spunta infine un «pizzino» con un presunto accordo, con tanto di cifre su presunte tangenti da incassare, tra Longo e l'imprenditrice amica. Ne parla lo stesso collaboratore del politico leghista in una telefonata agli atti. «Canegrati - scrive il gip - riassumeva al socio (Longo, ndr) gli accordi sugli introiti che gli sarebbero derivati dal favorire le sue attività imprenditoriali». E l'uomo: «A Minoli (commercialista della Spectre, società riconducibile, secondo l'accusa, a Rizzi, Longo e Canegrati, ndr) ho detto quali sono i nostri accordi... che tu hai scritto su un pizzino... e gliel'ho lasciato lì».CBas