"Vogliono portare l’Area C fuori dai Bastioni"

LA DENUNCIA L'assessore regionale Maullu e la strategia del Comune. Nuova campagna di protesta dei commercianti contro le limitazioni imposte dal Comune. Vetrofanie e cartoline per dire no al pedaggio per le auto in centro

Area «C» allarghiamo? A mettere la pulce nell’orecchio è Stefano Maullu, assessore al Commercio, turismo e servizi della Regione che butta lì: «La giunta Pisapia ha ormai dichiarato apertamente di voler estendere Area C anche alla circonvallazione esterna. Un ennesimo errore - tuona l’assessore Pdl - che Milano non può permettersi». Così per scongiurare un’ulteriore limitazione al traffico che dal centro potrebbe coinvolgere anche tutto il percorso della 90-91, l’assessore regionale lancia la protesta via Facebook. Chi è contrario a quella che lui chiama l’Area «C»hiusa può sostituire per una settimana l’immagine del profilo Fb con quella scaricabile sul sito «www.areachiusa.it» firmando la petizione predisposta sul sito stesso. Una protesta virtuale ma non tanto, per dire che l’Area «C» sta già fin troppo stretta, insomma. «Sarebbe un ulteriore sbaglio - insiste Maullu - che metterebbe in ginocchio la nostra città. Il traffico si sta concentrando proprio nelle vie limitrofe alla circonvallazione interna con disagi e ingorghi». Allargarla ulteriormente «servirebbe solo a spostare la congestione verso l’esterno della città con nuove code e intasamenti». E così, via alla protesta «contro l’Area C così com’è strutturata ma anche contro quella che potrebbe diventare». D’altronde, come fa notare Maullu, se il Comune vuole seguire come sembra quello che era stato votato nel referendum, l’Area «C» si dovrebbe allargare a macchia d’olio. Dunque, «meglio prevenire che curare», ribadisce Maullu. Oltre al marchio da far girare on line, presto saranno distribuite delle cartoline che saranno distribuite dai commercianti. Non solo. In alcuni punti strategici della città i milanesi potranno trovare i consiglieri che raccoglieranno le firme per la petizione. «Area C: no grazie» è una nuova iniziativa che parte da una constatazione: «Milano non è ancora pronta a cambiare radicalmente le sue abitudini. La giunta Pisapia - mette il dito nella piaga l’assessore Stefano Maullu - non ha ancora realizzato nuovi parcheggi, né avviato i lavori per la costruzione di nuove piste ciclabili, né ha incrementato il numero e le corse di mezzi pubblici mentre il costo è sensibilmente lievitato». Conclusione: «Area C va abolita subito, prima che faccia ulteriori danni». C’è da credere che i seguaci non mancheranno. Un ulteriore allargamento «non potrà portare ad alcun beneficio - insiste l’assessore - perché l’aria di Milano non è mai stata così pessima». I dati dimostrano che l’inquinamento non ha tratto alcun vantaggio dalla limitazione del traffico, mentre, sarà un caso, sarà il vento, sarà un insieme di cose - come fa notare l’assessore provinciale all’Ambiente Cristina Stancari - ma lo smog comunque cala invece quando vengono attuati i provvedimenti stabiliti dal protocollo di collaborazione tra la Provincia e i Comuni del territorio. Ieri, ad esempio, per il terzo giorno consecutivo a Milano si respirava. Il Pm 10 è sceso sotto la soglia sia in città che in Provincia. Così da oggi sono sospese le misure anti-inquinamento disposte dal Protocollo della Provincia. Rientra lo stop alla circolazione dei mezzi più inquinanti e degli Euro 3 diesel senza filtro antiparticolato, così come gli interventi sui riscaldamenti. Ieri al Tavolo con i sindaci dell’area al quale si è seduto anche il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà è stato deciso che d’ora in avanti in tema di contrasto allo smog e in vista del prossimo anno «le misure adottate vanno mantenute, ma un po’ semplificate» per non creare confusione nei cittadini. Per questo i blocchi del traffico provinciali seguiranno le linee regionali, restando in vigore dal lunerdì al venerdì ma lasciando il sabato e la domenica il via libera anche agli euro 3 così come la Regione ha predisposto per chi viaggia con euro 0, 1 e 2. «Proprio per questo - ha concluso Podestà - l’assessore Stancari e i sindaci hanno preso la decisione di dialogare con la Regione per uniformare le normative a favore di una maggiore chiarezza». Sul tavolo è stato portato anche un dettagliato studio fatto dalla Bocconi con costi e benefici per ogni intervento. Ma l’esperienza di questo periodo ha dimostrato che la cosiddetta «Cabina di regia» con alcuni sindaci deve essere permanente e non limitata al periodo invernale «così da arrivare al prossimo anno preparati», ha commentato l’assessore Stancari.