Dopo la voragine si apre l'inchiesta

I magistrati indagano sul crollo di Porta Romana: Palazzo Marino conosceva la situazione

Elena Gaiardoni a pagina 4

E adesso si muove la Procura della Repubblica: sia sul crollo di corso di Porta Romana, dove sabato mattina la sede stradale è sprofondata fino a dodici metri di profondità, sia sulla esondazione del Seveso che l'8 luglio ha allagato con conseguenze disastrose interi quartieri della zona nord di Milano. Un fascicolo sulla piena del Seveso era già stato aperto nei giorni scorsi: inchiesta a carico (per il momento) di ignoti con l'ipotesi di disastro colposo. E ora una nuova inchiesta è destinata ad aprirsi sulla voragine di Porta Romana, con la consegna ai pm del rapporto dei vigili del fuoco.

Nel mirino ci sono le «condotte omissive» che hanno reso possibili i due episodi, indubbiamente agevolati dalle abbondanti piogge ma entrambi prevedibili: nel caso del Seveso, perché si tratta di un fenomeno ciclico, a cui si è sempre risposto con lo scaricabarile tra gli enti competenti; nel caso di Porta Romana, perché la situazione di degrado del sottosuolo era nota sia alla proprietà e agli amministratori dello stabile che al Comune, che aveva intimato i lavori. La Procura intende valutare se il Comune avesse l'obbligo di intervenire.

Cos'è un viaggio? A Milano c'è chi «viaggia» ancora col fumo di uno spinello, e non solo, credendo all'illusione di una libertà che ha già tradito molti giovani cinquant'anni fa. A bassi toni il rave party dell'altra sera al parco Lambro ha festeggiato lo sballo come il grande «dio» del divertimento senza limiti, ignorando la grande frase di Walter Benjamin: «Non c'è droga più bella che il pensiero consumato in solitudine».

Ma alcuni scacciano ancora il fantasma della solitudine con la droga. Uomini e donne dai 14 ai 35 anni con una bottiglia di birra in mano e un cellulare sono arrivati intorno alle 23.30 all'ingresso di via Turchia. Nessun controllo da parte delle forze dell'ordine, ma viste le condizioni dei partecipanti la tentazione è stata quella di chiamare qualche ambulanza. Chiamato via web il popolo dei rave accede a spazi pubblici senza alcuna autorizzazione, facendoci chiedere: chi in questa società tutela il dono della vita e soprattutto secondo quale legge liberticida?

Da uno a tre giorni di sospensione della licenza per tre minimarket tra piazza Sant'Agostino e via Cesare da Sesto. La colpa? Aver venduto alcol in vetro dopo le 21, violando ripetutamente l'ordinanza del Comune. La movida selvaggia non dà tregua ai residenti di Papiniano.

Un selfie in una bottega lombarda che ha anche 150 anni. Con questa iniziativa l'assessore regionale al Commercio Mauro Parolini rinnova il tradizionale concorso «Negozi storici». Il 20 ottobre la cerimonia di premiazione del miglior scatto con l'assessore Roberto Maroni.