Al voto oltre 130mila elettori Pd Anche a Milano stravince Renzi

Un igloo per votare a Ponte di Legno, così da recuperare gli sciatori militanti ma non troppo. Qui Matteo Renzi si è arrampicato oltre l'80 per cento. E poi bar, ristoranti, una balera del pomeriggio urbano sottratta alla gioia dei pensionati per diventare luogo in cui decidere le sorti del Pd. Decidere? Definire. Dare numeri e percentuali a ciò che per il battage da circolo e giornale e tv era ormai oracolo: Matteo Renzi nuovo leader del Pd. La conferma delle cifre va oltre le speranze dei renziani e i terrori degli avversari: i primi seggi scrutinati a Milano parlano del 65 per cento. Secondo classificato Pippo Civati. Solo terzo l'istituzionalissimo Gianni Cuperlo.
Nessuna incertezza, insomma. Alta l'affluenza, confortante da subito per i desideri di affermazione di Renzi: a mezzogiorno in Lombardia avevano votato 100mila persone, alle cinque del pomeriggio erano diventate 230mila, alla fine hanno dovuto rinviare l'orario di chiusura (fissato alle 20) per smaltire le code: 300mila il dato finale sull'afflusso ai seggi in Regione, di cui 130mila a Milano e provincia. Ai seggi anche i sedicenni, ma a fare massa sono le teste brizzolate, tinte o già d'argento. A Milano, capitale di coloro che faticano a rassegnarsi a Matteo, come ormai tutti chiamano il vincitore, in molti hanno sperato in un'umiliazione dell'ultimo minuto, una sorpresa che replicasse quel che era successo con la consultazione degli iscritti, quando le convenzioni del Pd l'hanno data vinta a Cuperlo, sia pur di un soffio.
Ma gli elettori sono un'altra cosa. C'era l'incognita Pippo Civati da Monza. Votatissimo consigliere regionale al Pirellone prima di diventare parlamentare. Uomo dei blog, dei social network, dei tweet e dei post, la persona giusta per il borghese ambrosiano dipendente da i-phone e trend. È servito a scalare posizioni e alla fine ha nuociuto più a Cuperlo che all'ex collega rottamatore Renzi.
Il serbatoio di voti di Cuperlo, oltre il piccolo effetto Gad Lerner, erano gli anziani che abitano Milano, i pensionati iscritti alla Cgil che hanno ricevuto indicazione chiare. Il segretario della Cgil milanese, Graziano Gorla, il suo predecessore Onorio Rosati, lo storico Antonio Panzeri, si sono buttati pancia a terra nel sostenere Cuperlo. Per non dire della lettera «io voto Cuperlo» arrivata a tutti gli iscritti (nazionali) della Spi, la sezione pensionati della Cgil.
Renzi, oltre che sul traino fashion di Vanity fair, ha potuto contare su una campagna elettorale nemmeno troppo occulta del sindaco Giuliano Pisapia. Lui ha spiegato che non sarebbe andato a votare («non sono primarie di coalizione»), ma non ha perso occasione di dire che riterrebbe Renzi un buon premier. E se è stato presente sia durante la campagna milanese di Cuperlo che quando ad arrivare in città è stato Renzi, sono stati in pochi a dubitare che le sue simpatie cadessero sul rampante Matteo.
Ai seggi, i più dichiaravano di votare Cuperlo. O Civati. Un po' come ai tempi della Dc, quando si faceva fatica a scovare gli elettori dello Scudocrociato ma era facilissimo contarne i voti.