Voucher sociali, il Pdl all'attacco: «Maroni limita la libertà di scelta»

Quando l'ex presidente lombardo Roberto Formigoni varò il sistema dei voucher immaginò di dare la massima libertà di scelta ai cittadini e un sostegno, sotto forma di bonus, a disabili, malati, anziani e non autosufficienti. I lombardi, insomma, potevano scegliere in quale asilo (pubblico o privato) iscrivere i propri figli, in quale centro socio assistenziale far seguire i propri anziani. A disposizione un «tesoretto» regionale per 450mila lombardi.
Ora quella «libertà di scelta» viene canalizzata, indirizzata. «Di fatto viene annullata» protesta il Pdl, scagliandosi contro l'ultima decisione della giunta Maroni. E protestando contro una logica che sembra sradicare tutto ciò che è stato fatto in epoca formigoniana, senza nemmeno tenere ciò che di buono c'è stato. Rivedendo questo meccanismo di aiuti, la Lombardia si trova a seguire le orme dell'Emilia Romagna e della Toscana.
«La libertà delle persone e delle famiglie nell'uso dei voucher socio-sanitari non è in discussione né mai lo sarà» intervengono i consiglieri pidiellini Fabio Altitonante, Angelo Capelli, Stefano Carugo, Alessandro Colucci e Giulio Gallera spaventati dalla manovra del presidente lombardo a Roberto Maroni e dell'assessore alla Famiglia e Solidarietà Maria Cristina Cantù. «Se la loro volontà è quella di mettere in discussione la libertà di scelta - insorge il presidente di commissione, Carugo - sappiano che il Pdl non potrebbe mai accettare di tornare a quel sistema centralista che la Regione Lombardia ha saputo smantellare negli ultimi 18 anni».
Si teme una sorta di «statalismo leghista»: ora sulla gestione dei servizi socio assistenziali, in futuro sulla gestione della sanità. Il principio del voucher formigoniano assomiglia a quello del bonus scuola ma rischia di essere snaturato. E la cosa non dispiacerebbe al Pd che nella nuova linea maroniana vede solo aspetti positivi. Almeno sotto la voce voucher. «Oggi - sostiene Carlo Borghetti (Pd) - glu utenti con un voucher in mano sono lasciati soli nel momento del bisogno ma ora si fa un netto passo avanti».
Nel piano della Cantù si prevede una specie di percorso di accompagnamento del cittadino che ha diritto al voucher per non lasciarlo «solo e smarrito» senza indicazioni sulle strutture sanitarie e socio assistenziali a cui rivolgersi. «Ci auguriamo - spiegano i pidiellini - anzi, siamo certi che la Cantù e Maroni vogliano proseguire con noi sulla strada di una reale valorizzazione della libertà di scelta».