Writers scatenati, colpita la Besana

Una città sempre più a misura di writers. Dopo la Palazzina Liberty di Largo Marinai d'Italia ad essere imbrattata questa volta è la rotonda della Besana. Se si cammina per i porticati interni si possono osservare le «opere» di sconosciuti che hanno deciso di imbrattare a suon di bombolette muri e vetri. Il problema tra l'altro non è neanche solo dei vandali: anche i muri interni hanno iniziato a perdere pezzi di intonaco e i buchi si allargano sempre di più. Un brutto colpo per un bene architettonico oggetto di una grande opera di ristrutturazione da 3 milioni di euro che si è conclusa due anni fa. Non a caso pochi giorni fa alcuni tecnici erano sul posto per constatare i danni.
Al bar interno alla struttura sono rassegnati: «Sai vediamo delle bande di ragazzini in giro, ma non possiamo fermarli prima: è chiaro che se li vedo che imbrattano sono il primo a intervenire, ma sai qui non c'è sorveglianza».
In effetti un paio di telecamere ci sono, ma vigilano sull'edificio al centro della rotonda. E anche il guardiano del Museo dei Bambini non c'è più: fino a due settimane fa era presente, ma adesso ne hanno fatto a meno. C'è soltanto un addetto del Comune che arriva ad aprire al mattino e chiudere alla sera.
Sembra comunque che i fanatici della bomboletta spray abbiano in questo periodo una particolare predilezione per i monumenti storici, dopo che hanno costretto il Comune a ripulire la palazzina di largo Marinai d'Italia.
E proprio in questi giorni l'Amministrazione comunale ha dichiarato ai quattro venti che presto ci saranno cento muri a disposizione dei writers. E anzi l'assessore ai lavori pubblici Carmela Rozza ha anche espresso l'augurio che per Expo vengano virtuosi del disegno su muro da tutto il mondo per disegnare Milano. Un vero e proprio invito a chi imbratta ovunque con la vernice, anche se con l'avvertimento che se da una parte verranno messi a disposizione questi muri, dall'altra ci sarà tolleranza zero per chi sgarra: «La nostra amministrazione ha grande rispetto per la libera espressione e per i giovani che vogliono cimentarsi con la street art - ha sottolineato l'assessore - ma non tollera il vandalismo sui beni storici della città e dei privati. L'impegno del Comune è di contrastare il fenomeno del vandalismo graffitaro per rendere la città bella e godibile: entro l'anno, spero già in ottobre, destineremo più di un centinaio di muri liberi, con tanto di targhetta di riconoscimento, perché i ragazzi possano esprimere la libera creatività, ma deve essere chiaro che non sarà consentita la violazione della legge».
Intanto Palazzo Marino è stato obbligato a testare la nuova pellicola sulla palazzina liberty e deve sperare che tutte le bande, o crew, di graffittari si accontentino degli spazi nei sottopassi di Milano. La maggior parte dei cento muri saranno infatti in questi luoghi di passaggio.
Nel frattempo la vita sui social dei fan della bomboletta è già piuttosto viva: esistono diverse pagine facebook in cui ci si scambiano le foto dei propri interventi e simili. É lì che si possono trovare anche molte foto, ad esempio, dei treni di Trenord e Trenitalia che diventano tavolozze per gli «artisti». Ma anche molte foto di muri privati e pubblici che diventano la base per i virtuosi della bomboletta. Ma ci sono anche i ritratti di alcune opere legali come alcune delle ultime pubblicate dalla Crew Milano Sud che ha postato l'immagine di un camper dipinto. Come specificano nella foto è «su richiesta».