Le zingare arrestate? Una banda di sole donne

In manette per furti "griffati", si disfano dei preziosi e tengono solo la merce che indossano

Zingare? Volendo... Sì. Vietato però immaginare carovane, fuochi all'aperto, una vita tra colonie di bambini vestiti alla bene e meglio che starnazzano e corrono a piedi nudi e, soprattutto, donne a completo servizio dei loro «signori uomini». Dimentichiamo quindi le signore romane viste nella serie televisiva di Netflix Suburra, schiave di mariti e figli che le fanno vivere nel lusso ma pur sempre schiave. Gina, 19 anni madre e in attesa di un altro bimbo; Claudia e D., rispettivamente 20 e 13 anni - accusate, tra l'altro, di aver alleggerito anche l'appartamento di Brera dove abita il sindaco Giuseppe Sala, nel fine settimana dell'ultima domenica di maggio - sono donne «nuove». Quelle arrestate qualche giorno fa (la 13enne poi è stata rilasciata) dagli investigatori dell'Ufficio prevenzione generale e servizio pubblico guidati dal dirigente della questura di Maria José Falcicchia, infatti, sono signorine stanziali che nulla hanno più a che vedere con i campi, gli insediamenti, i «gonnoni» colorati larghi, lunghi alle caviglie, ma che vestono abiti impalpabili griffati Prada o Chanel. Capi che hanno rubato. Che indossano e con i quali addobbano anche i loro bimbetti i cui piccoli trolley sono zeppi di abitini Burberry e Dior.

«Ma tuo marito?» è stato chiesto a una di loro in sede d'interrogatorio. Risposta: «Mi ha lasciata per un'altra». Domanda: «T'importa?». Risposta: «No».

Donne che hanno scelto di vivere in abitazioni vere e proprie e dotate di ogni comfort. Case, come quella scoperta dalla polizia in una frazione di Bollate, dove abitano rigorosamente senza uomini, ma con i loro figli e, naturalmente, insieme a tutta la refurtiva di capi e accessori rigorosamente griffati.

E il Rolex del sindaco (peraltro mai recuperato)? E i gioielli? Le signore arrestate hanno spiegato alla polizia che monili e gioielli razziati negli appartamenti li piazzano subito dopo i colpi e senza problemi in stazione Centrale o comunque nelle zone attigue.

«Ma allora cosa rubate? Cosa vi interessa?» hanno domandato i poliziotti. «Abiti, borse, scarpe che ci piacciono e che ci mettiamo» è stata la risposta.

Commenti
Ritratto di Professor...Malafede

Professor...Malafede

Ven, 08/06/2018 - 09:00

L’anno scorso toccò a un magistrato milanese: furto di quadri; colpevole individuata, grazie alle impronte. Quando Alfano era ministro gli rubarono la bici ad Agrigento. Elogi per le FF.OO. per l’immediato esame delle telecamere e la rapida restituzione del maltolto. Non era ministro il giornalista Santoro, quando gli rubarono la macchina fotografica dall’auto. Rilevate le impronte. Mio fratello non era VIP, quando gli rubarono l’auto. La moglie suggerí l’esame delle impronte. Le risero in faccia: signora, a Roma rubano decine di auto al giorno, se dovessimo far venire la Scientifica ogni volta… Cosí, dovette rifondere all’ASL la carrozzina della nonna invalida, che stava a bordo. E indebitarsi per un’altra auto. Usata, quella sparita era nuova. Se ne andò sibilando: già, ma se non pago le tasse vi precipitate subito con la Finanza. Tra i denti, però: anche il vilipendio è punito subito e duramente se proferito da un cittadino comune (non da un immigrato).

Reip

Ven, 08/06/2018 - 10:14

Quanto? Due ore in questura?

mariod6

Ven, 08/06/2018 - 11:37

Vietato rubare a sindaci, politici, giornalisti e affini. Si viene subito beccati e castigati (mica troppo !!) Se rubi ad un cittadino qualsiasi invece non ti fanno nulla, e, anzi, ti rimettono subito fuori per ricominciare. Bravi magistrati, a partire dal ministro Orlando e giù fino all'ultimo apprendista PM.