Zombie in passerella: il festival di Locarno mostra i suoi mille volti

L'horror apre e Bollywood chiude la rassegna In scena titoli politici, drammatici e docufilm

Stefano Giani

Sorpresa. Il Festival del film di Locarno si apre con un omaggio a Bud Spencer, recentemente scomparso. Sorpresa delle sorprese. Il film scelto per l'omaggio è ...E lo chiamavano Trinità, il più famoso di una filmografia celeberrima quanto sterminata. Benché Trinità fosse Terence Hill e il «gigante buono» fosse solo... il Bambino. Alla faccia dei più pignoli. Ebbene, il sipario si alza gratuitamente con un'anteprima in piazza Grande domenica 31 alle 21. Ma Locarno, come un po' tutto il cinema, ha perso nelle scorse settimane due amici. Michael Cimino che l'anno scorso fu premiato alla carriera e Abbas Kiarostami, al quale qui fu dedicata una retrospettiva nel '95.

Al di là dei tributi, la rassegna cinematografica internazionale più vicina a Milano aprirà mercoledì 3 agosto con The girl with all the gifts di Colm Mc Carthy con Glenn Close e Gemma Aterton. «Un film di zombie - ha detto il direttore artistico Carlo Chatrian - per esorcizzare il diverso. Ciò che tendiamo ad allontanare. Combattere. O addirittura uccidere». Chiusura fissata a ridosso di Ferragosto, sabato 13, con la premiazione dei vincitori e l'ultima proiezione in piazza Grande, Mohenjo daro di Ashutosh Gowariker, direttamente da Bollywood, con tinte leggere. Musica. Colori. E un arrivederci all'edizione che verrà. La numero 70 con promessa di frizzanti novità.

Tra questi due estremi, ci saranno i titoli in concorso - 17 opere - fra i quali l'Italia, rappresentata da Mister Universo di Tizza Covi e Rainer Frimmel, una coproduzione italo austriaca sul mondo del circo che è in via di sparizione. Un giro della penisola sotto i tendoni di quel piccolo mondo triste di uno spettacolo che affascinò Chaplin e Fellini, ma oggi sempre più desueto. Tra le novità ci sarà il carattere davvero cosmopolita della kermesse che vedrà in competizione tante nazionalità, tutte diverse. Ci saranno due film giapponesi, due bulgari, due tedeschi, un egiziano, uno svizzero, un americano mentre la Francia partecipa con un'opera propria e un'altra coprodotta con il Portogallo che presenta anche un proprio titolo. La sfera delle coproduzioni è variegata e, addentrarvisi diventa pericoloso, diciamo quindi solo che vi compare il Qatar, l'Argentina, la Danimarca e l'Olanda.

Da segnalare Godless di Ralitza Petrova sul confronto fra i valori diversi della società, simboleggiati da un operaio che trova una valigia piena di soldi e la restituisce a una spregiudicata manager dell'azienda ferroviaria per cui lavora. Un cenno merita anche il film egiziano che stupirà per il garbo e la simpatia, a detta della direzione artistica.

Folta la pattuglia degli ospiti. La Palma d'oro Ken Loach proietterà il film che ha vinto Cannes - I, Daniel Blake - oltre a Valeria Bruni Tedeschi che invece presenterà il suo primo documentario, Une jeune fille de 90 ans, dedicato agli anziani che si sentono ancora giovani e dalla contrapposizione da una nonagenaria immobile con un ballerino. Passerella anche per Jane Birkin, indimenticata attrice ed ex compagna di Serge Gainsbourg, con il quale incise il celeberrimo Je t'aime, moi non plus, ma ora presenta Moka. Il cileno Alejandro Jodorowski che ha appena concluso il suo Poesia sin fin e Bill Pullman, interprete di Balle spaziali e Indipendence day che terrà a battesimo la manifestazione.