Zona 4, si prega ancora nel seminterrato

Proteste dei residenti. Il municipio: «Sono vittime di un sopruso, ora basta»

C'è ancora una moschea in via Faà di Bruno, in un seminterrato che ovviamente non è una moschea, e non può accogliere le cerimonie legate al Ramadan, al venerdì o alle altre liturgie dell'islam.

Continuano le preghiere collettive e continuano le proteste dei residenti, a cui cerca di dar voce il Municipio 4, col presidente Paolo Bassi (Lega) e la vicepresidente del Consiglio Rosa Pozzani (Forza Italia). Quando ancora non si era concluso il periodo di Ramadan, Bassi ha visitato l'area in questione insieme a una nutrita delegazione di consiglieri e ha incontrato i cittadini che - ha detto - «subiscono i soprusi di una moschea abusiva». «Come Municipio 4 - ha fatto sapere - abbiamo fatto tutti i passaggi amministrativi, ogni atto ci ha dato ragione: questa realtà non ha i permessi e va chiusa. Ho scritto una lettera puntuale al sindaco Sala chiedendo che sulla questione faccia sentire la sua voce e lo stesso gli ho ribadito durante la riunione della Giunta di Palazzo Marino di venerdì scorso a Rogoredo. Attendo, insieme ai milanesi della zona Calvairate, cortese riscontro».

Nella stessa direzione va la battaglia della vicepresidente del Consiglio di zona Rosa Pozzani: «Gli abitanti del condominio e dintorni - dice - sono esasperati. Dopo due anni di disagi e sopportazione, nonostante l'ordinanza di ripristino ex ante dei locali ottenuta, la moschea abusiva prosegue la sua attività. Quale attività con precisione non si sa. Auspico un segnale forte del sindaco che possa far finalmente rispettare l'ordinanza ridando fiducia ai cittadini fino a questo momento vessati e abbandonati dall'Amministrazione centrale. Continuerò a stare al loro fianco, insieme ai miei colleghi di Fi finché la legalità non sarà ristabilita e gli abitanti dello stabile non potranno riappropriarsi con sicurezza e serenità del loro vivere quotidiano». L'ordinanza per il ripristino dei locali di via Faà di Bruno è stata emessa a marzo, firmata da un dirigente comunale e indirizzata all'associazione Sri Lanka islamica, oltre che - per conoscenza - ai condomini, al municipio 4 ae al comando di polizia locale. L'atto della direzione centrale Sviluppo del territorio era stato firmato dopo un provvedimento dell'agosto 2016, che faceva riferimento a una serie di segnalazioni e a un esposto del condominio.