Zone, bloccati contributi e iniziative Finita anche la carta per le fotocopie

E così siamo arrivati al fondo del barile. O meglio: del magazzino. È nel magazzino che la Zona 7 dovrà trovare dei fogli «A 3» (quelli più grandi) da tagliare in due per farne degli «A 4», il normale formato utilizzato comunemente per le attività burocratiche e di ufficio. Cosa è successo? La Zona ha esaurito la disponibilità finanziaria anche per la cancelleria e questo costringe uffici e consiglieri ad «arrangiarsi». Tutto è dipeso dalla mancanza del bilancio comunale e dalla totale incertezza che ha costretto di fatto Palazzo Marino a procedere con l'esercizio provvisorio fino a settembre, spendendo di mese in mese una parte della spesa consolidata nell'anno precedente. Lo spiega Marco Bestetti, consigliere di zona del Pdl: «Da due anni (su tre) le Zone non hanno alcuna certezza finanziaria, alla faccia del tanto promesso decentramento. Oggi le Zone sono costrette ad aggrapparsi a Maap (mandati anticipazione attività promozionali, ndr) e contributi, vale a dire a mance elargite dal Comune, che di volta anticipa discrezionalmente a questa o quella zona delle piccole somme». Insomma non c'è un bilancio e non c'è una voce destinata all'attività delle Zone. Prima conseguenza, al di là del caso-limite delle fotocopie, è l'azzeramento dei contributi destinati alle associazioni e alle iniziative, le manifestazioni che portano un po' di vita in piazze e quartieri non sempre vivacissime, specie d'estate. Questa situazione è stata riscontrata un po' in tutte le Zone: «Si va avanti a patrocinii gratuiti - spiega Alessandro Fede Pellone di Zona 9 - ma anche i Centri di aggregazione giovanile non hanno fondi. Giovedì poi non abbiamo fatto consiglio perché non c'era niente da deliberare. Intanto si spendono soldi per demagogia ecologica». «Ora c'è una gestione non omogenea, la nostra lo era», conferma Paolo Zanichelli di Zona 4. E in zona 3 è stato solo grazie al Politecnico e alle sue celebrazioni (150 anni) che non è caduto del tutto nel vuoto il tentativo di animare il quartiere e piazza Leonardo (di recente pedonalizzata) con un'estate di iniziative e appuntamenti, dal momento che non c'era un euro di contributi.