Milanoir, la «mala» di Milano

Viviana Persiani

I saggi finali di recitazione degli allievi dell’Accademia dei Filodrammatici quest’anno si terranno da stasera a giovedì 23 giugno, alle ore 21, presso il Teatro Filodrammatici. Tre le opere: La cameriera brillante di Carlo Goldoni (il 20 e il 21), Ispezione (il 22 e il 23) di Ugo Betti, Il lungo pranzo di Natale di Thornton Wilder (sempre il 22 e il 23). I tre testi hanno caratteristiche particolari, adatti a essere interpretati da allievi, che possono così confrontarsi con drammaturgie differenti e capire meglio i diversi approcci ai testi teatrali: Goldoni, per riscoprire la tradizione del teatro comico e affrontare una commedia in costume; Wilder per le notevoli difficoltà di rappresentazione, in quanto tutta la vicenda viene raccontata senza l’aiuto di oggetti scenici, solo con la gestualità e la parola; infine Betti, con il suo teatro realistico, e il genere del giallo come pretesto per un’indagine sull’anima. Sempre in tema di saggi, sono in dirittura d’arrivo quelli di diploma degli allievi registi del III anno della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Così, mercoledì e giovedì, in via Salasco 4, Nicola Berloffa dirigerà Risveglio di primavera - Eine Kindertragödie, di Frank Wedekind. Qui, agiscono solo i bambini, che «giocano» a travestirsi da adulti. Quegli adulti visti come proiezione mentale dell’inconscio infantile o come visioni di incubo di un mondo allucinato e spietato. I bambini si muovono verso un futuro senza speranza, dal quale l’adulto che ha tradito le aspettative fanciullesche è stato tagliato fuori. Nell’ambito della rassegna «Da vicino nessuno è normale» in corso all’ex Paolo Pini, mercoledì e giovedì è previsto Parole Corsare, omaggio a Pier Paolo Pasolini, tre incontri con il poeta, il narratore, il giornalista. La sua poliedrica figura di artista prende voce attraverso la lettura di brani delle opere e la visione dei film, frammenti che indagano un percorso intellettuale di inalterata forza e autenticità. Sempre per la stessa rassegna, venerdì, Milanoir, Milanuit di Piero Colaprico, ci presenta la Milano del dopoguerra, la Ligera, romantica epopea di una città che stava crescendo, i suoi fumosi ritrovi, l’immigrazione, il lavoro, l’integrazione. La memoria che resta, un percorso dalla Malamilano, quella che usava il martello per le spaccate, alla Malavita di Milano. Martedì, al Teatro dell’Elfo, debutta Quasi perfetta, uno spettacolo sull’anoressia, progetto ideato e prodotto dalla Compagnia Teatrale Quelli di Grock. Uno spettacolo particolare, che racconta la storia di Alice, un’adolescente che si sente brutta e grassa tanto da sprofondare nell’anoressia. Al termine della rappresentazione, dibattito di approfondimento gestito da psicologi e psicoterapeuti. Venerdì, al Teatro di Verdura, è in cartellone Omero Odissea, canto per oggetti e voce recitante. L’Odissea è il poema del viaggio e della nostalgia. È la storia di Ulisse, eroe astuto e valoroso ma enormemente infelice, perché, desideroso di ritornare in patria, spinto continuamente lontano dall’odio di un dio. È costretto ad affrontare avventure affascinanti e pericoli terribili: dai mangiatori di loto al Ciclope mostruoso, dalla maga Circe bellissima, che trasforma in porci i compagni di Ulisse, al canto delle Sirene.

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