Milingo cerca lo scisma e ordina quattro vescovi

Il prelato esorcista vuole creare una Chiesa parallella di sacerdoti sposati

Andrea Tornielli

da Roma

Emmanuel Milingo, l’arcivescovo esorcista, ha compiuto un nuovo e decisivo passo di rottura nei confronti del Papa e della Santa Sede: due giorni fa, a Washington, ha ordinato vescovi quattro sacerdoti del movimento internazionale Married priests now, fondato negli Usa nel luglio scorso. La cerimonia si è svolta in una chiesa di dissidenti cattolici nei pressi di Capitol Hill: la notizia è stata confermata da don Giuseppe Serrone, direttore dell’associazione italiana Preti lavoratori sposati. Nei giorni scorsi, all’Holiday Inn di Saddle Brook, a pochi chilometri da New York, Milingo aveva presieduto i lavori della prima assemblea del movimento. Ma, a quanto pare, non aveva preannunciato il nuovo gesto di sfida, un atto che prevede la scomunica immediata.
Come si ricorderà, Milingo, dopo aver «sposato» secondo il rito del reverendo Moon l’agopunturista coreana nel 2001, si era pentito ed era rientrato nella Chiesa cattolica, accolto da Giovanni Paolo II. Tre mesi fa, l’inquieto prelato africano aveva lasciato la sua residenza di Zagarolo, alle porte di Roma, facendo perdere le sue tracce. Era quindi ricomparso negli Stati Uniti, dove aveva partecipato alla fondazione di Married priests now, associazione di preti sposati che intendono continuare a svolgere il loro servizio pur avendo contratto matrimonio. Lo scorso 8 settembre, il cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione dei vescovi, aveva inviato una lettera a Milingo invitandolo a ravvedersi entro il 15 ottobre per non incorrere nella sospensione canonica che gli avrebbe tolto il diritto di celebrare messa e amministrare i sacramenti. Con la nomina dei nuovi vescovi, il prelato africano è andato oltre e ora, non appena la Santa sede avrà ottenuto notizie precise in merito alla cerimonia, scatteranno le pesanti sanzioni.
I quattro preti ordinati vescovi da Milingo sono George Augustus Stallings, di Washington; Peter Paul Brennan, di New York; Patrick Trujillo, di Newark e Joseph Gouthro, di Las Vegas. Stalling ha dichiarato di essere stato ordinato «validamente non solo vescovo, ma anche vescovo cattolico romano». Che tra i progetti del vescovo esorcista vi fosse da tempo quello di creare una sorta di gerarchia «parallela», fondando una chiesa per i preti sposati, è testimoniato dal giornalista Franco Bucarelli, che nel 2001 svolse un ruolo di mediazione tra il gruppo del reverendo Moon e il Vaticano. Bucarelli ha rivelato al sito cattolico korazym.org di aver avuto tra le mani alcuni quaderni con i piani di Milingo: «La minaccia era seria. L’arcivescovo era funzionale al progetto della setta di Moon. Il piano partiva dalla constatazione che in Africa, l’unica potenza spirituale organizzata è la Chiesa cattolica. La soluzione era, dunque, quella di arrivare nel continente con un uomo di Chiesa sposato, che desse adito ad altri preti di fare altrettanto per diffondere il credo di Moon». Circostanza confermata anche da una registrazione, resa nota dal Giornale nel 2001, nella quale Milingo confidava ad alcuni amici fidati il suo disagio e le sue difficoltà con le autorità ecclesiastiche, affermando: «Hanno paura che io faccia le consacrazioni».
Il progetto, cinque anni fa, venne fatto fallire e i moonies si impegnarono con la Santa sede a non contattare più Milingo in futuro. Per questo ora Bucarelli ritiene che il reverendo Moon abbia mantenuto l’impegno e non sia coinvolto nella nuova iniziativa del vescovo esorcista. La notizia delle ordinazioni episcopali è stata accolta con sorpresa dai seguaci italiani di Milingo, che fino ad oggi hanno continuato a credere e a ripetere che il prelato sia stato drogato o manipolato e dunque non sia nel pieno possesso delle sue facoltà.