Milingo: «Scelgo Maria, a Roma mi spiavano tutti»

L’arcivescovo spiega perché vuole rompere definitivamente con il Vaticano

Andrea Tornielli

«Ho scritto una lettera al Papa, ma non vedo le ragioni per cui dovrei incontrarlo. Maria Sung? La considero mia moglie e sta con me qui a Washington...». Monsignor Emmanuel Milingo, il vescovo esorcista, risponde senza problemi alle domande del giornalista John Allen jr., del National Catholic Reporter, che lo ha raggiunto in un hotel di Arlington, nei dintorni di Washington. E ribadisce la sua scelta di lasciare Roma per riprendere contatto con la setta del reverendo Moon, smentendo di essere stato «plagiato» o drogato, come alcuni suoi sostenitori italiani hanno ipotizzato dopo la sua seconda clamorosa fuga.
Nell’intervista Milingo racconta i motivi che lo hanno spinto a questo nuovo clamoroso gesto, che non rimarrà a lungo senza conseguenze. Ma allo stesso tempo rassicura il Vaticano: non fonderà una chiesa separata africana sotto l’egida di Moon. «Non abbiamo affatto questa ambizione - spiega - non abbiamo questa intenzione. Mi sorprende come la Chiesa cattolica abbia sparso così tante malvagità contro il reverendo Moon. A me piacerebbe essere un mediatore tra le due istituzioni religiose. La visione del reverendo sulla pace e la famiglia - ha aggiunto - concorda con i recenti insegnamenti papali». Milingo ha confidato al giornalista americano di essersi incontrato tre volte con Moon e di essere rimasto «molto, molto sorpreso dalla sua semplicità e dal suo modo di vivere per gli altri. Io ho visto che cosa ha fatto».
Il vescovo esorcista smentisce categoricamente di essere stato sottoposto al «lavaggio del cervello» e di essere stato dunque plagiato dai «moonies»: «Tutti i miei problemi nascono dalla mancanza di apprezzamento da parte dei miei superiori della Chiesa cattolica per i doni spirituali che ho ricevuto. È molto difficile per loro credere, oggi, che io possa semplicemente dire: “Accada questo!” e questo accade». Ecco un esempio recentissimo, che Milingo offre al suo intervistatore: «Qualche giorno fa mi ha chiamato al telefono una donna di Modena, che dopo venti giorni dalla nascita del suo bambino non era ancora riuscita a produrre il latte. Gli ho detto di prendere un bicchiere d’acqua, che ho benedetto attraverso il telefono. Gli ho detto di berla e immediatamente il latte materno è arrivato. I miei superiori non credono che questo tipo di cose sia possibile».
Il prelato africano ha detto che intende stabilirsi negli Stati Uniti, a Washington ma che potrebbe recarsi anche nello Zambia per continuare il suo ministero di guaritore. Con lui c’è l’agopunturista coreana, con la quale si era unito una prima volta nell’estate 2001, prima di pentirsi e tornare all’ovile: «Metteremo su casa insieme qui a Washington». Milingo ha quindi parlato al «National Catholic Reporter» della «violenta separazione» da Maria Sung avvenuta cinque anni fa e di come «l’ombra» della donna abbia continuato ad aleggiare su di lui. E ha raccontato dei controlli che a suo dire avrebbe subito: «Mi sono trovato letteralmente circondato da spie. Sacerdoti e suore che dicevano di parlare in nome del Vaticano». Ora assicura che si batterà per aiutare i preti sposati.
Il vescovo esorcista ha rivelato che ben «tre diversi gruppi avevano progettato di rapirlo» da Zagarolo, dove viveva dopo essere rientrato nella Chiesa cattolica, per usarlo per i loro scopi. Per sfuggire a questi tentativi, tra il dicembre 2004 e il febbraio 2005 era scappato nello Zambia. «Poco dopo la sua elezione - ha continuato - sono stato ricevuto in udienza da Benedetto XVI, che mi ha detto di essere stato contento di aver potuto togliere gli impedimenti che ostacolavano il mio lavoro». E adesso, che cosa farà? «Ho scritto al Papa per informarlo delle mie intenzioni. Ma non vedo il motivo di incontrarlo». Milingo ha confermato di aver voluto questa rottura definitiva con la Chiesa e ha raccontato di essere fuggito grazie all’aiuto di un’amica che gli ha organizzato il viaggio. Il giorno della partenza, ha celebrato la Messa e quando le persone che abitano nella sua residenza sono andate a riposare, lui ha lasciato le chiavi della stanza sull’altare e se n’è andato.