«Un milione a rischio per il caldo» Al via il piano anti afa di Storace

Fondi e spot per informare i cittadini. Oggi termometri ancora in salita e umidità da record, un po’ di fresco al Nord fra giovedì e venerdì

Eleonora Barbieri

da Milano

Troppo caldo, niente sport. A Borgoforte, in provincia di Mantova, erano previste per il prossimo weekend le gare del campionato italiano di motonautica, ma il livello del Po è ai minimi storici e le competizioni sono state annullate. È solo una delle conseguenze della siccità che sta tormentando il Nord Italia: una situazione sempre più preoccupante, soprattutto per l’irrigazione dei campi e l’approvvigionamento di energia. Nella giornata di ieri, secondo i dati forniti dal Gestore della rete nazionale (Grtn), intorno a mezzogiorno si era registrata una domanda di elettricità superiore di 2 megawatt alla richiesta prevista, mentre i bacini idroelettrici delle Alpi sono già scesi al 30-40 per cento delle loro capacità: «Se non piove - sottolinea Sergio Adami, responsabile idroelettrico dell’Enel - anche i bacini di alta quota rischiano di svuotarsi». Se ancora non abbiamo assistito alle desolanti «passeggiate» lungo il letto del Po ridotto a distesa sabbiosa, come due anni fa, le centraline collocate sul percorso del fiume iniziano a mandare segnali di criticità: il grande impianto di Porto Tolle ha cominciato a prendere acqua dal mare ed è un osservato speciale. Secondo la Confederazione italiana agricoltori circa 180mila aziende sono state colpite dalla scarsità d’acqua e, al Nord, è già andato completamente distrutto un raccolto su tre di mais, riso, cereali, frutta e ortaggi, con danni che potrebbero superare i 3,5 miliardi di euro. Per questo ieri la Regione Lombardia ha ordinato di mettere a disposizione degli agricoltori gli invasi alpini fino all’8 luglio, scongiurando così le vette di «magra» del Po toccate nel 2003. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, nel frattempo, pur sottolineando la necessità di limitare i consumi, puntualizza: «La situazione è critica, ma non drammatica. Fino a metà luglio non presenta particolari preoccupazioni e, come nel 2003, pianificando, si può gestire anche questa carenza d’acqua». Ma l’allarme vero riguarda gli anziani, rimasti soli nelle città schiacciate dall’afa. «Sono un milione gli “over 65” a rischio per il caldo torrido - ha dichiarato ieri il ministro della Salute Francesco Storace -. Siamo allarmati: per questo vogliamo intervenire per evitare conseguenze pericolose per la popolazione». Ieri a Roma è stato presentato il piano di emergenza del ministero: un investimento di 6 milioni di euro (due in più rispetto al 2003), che verranno distribuiti fra Protezione civile, Istituto superiore di sanità e Regioni per attuare i programmi di sorveglianza e risposta alle ondate di calore. Previsti anche interventi urgenti, fra cui degli spot radiotelevisivi per annunciare situazioni a rischio e pubblicizzare il numero verde 1500, dove i medici rispondono alle domande dei cittadini fornendo anche consigli su come affrontare l’afa soffocante. Che, avvisano i meteorologi, durerà almeno fino a domani; poi, al Nord, cominceranno a diminuire le temperature, mentre, per sentire un po’ di fresco, bisognerà aspettare i temporali di venerdì. Fino ad allora, a Milano, Bologna, Torino e Roma rimane alto il livello di allarme, con la colonnina di mercurio intorno ai 33-34° : anche se, a causa dell’umidità, il calore percepito sarà come sempre maggiore, in media di due-tre gradi.

Annunci

Altri articoli