«Un milione di tesserati Pdl per rilanciare assieme l’Italia»

MilanoDoveva essere il discorso del «predellino bis», è stata la serata del ferimento di Silvio Berlusconi. Alla vigilia si parlava di «piazza Duomo, dicembre 2009» come «piazza San Babila, novembre 2007», quando il leader del centrodestra annunciò la svolta del partito unico, il Popolo della libertà.
Il comizio di ieri era stato caricato di una grande attesa. I contrasti con Fini, il «fronte antiberlusconiano» proposto da Casini, le vicende giudiziarie, i boomerang dei pentiti di mafia, l’infuocato discorso di Bonn sulla Consulta, i giudici politicizzati e le modifiche alla Costituzione: tutto faceva pensare che Berlusconi avrebbe potuto usare l’appuntamento di ieri (il lancio in grande stile dei gazebo per il tesseramento al Pdl) per annunciare una svolta politica, forse tanto radicale quanto quella di due anni fa.
Il premier ha fatto capire subito che le attese sarebbero state deluse, almeno in parte. È salito sul palco senza cappotto nonostante il grande freddo, ha perfino aperto la giacca esclamando «non porto nemmeno la canottiera» per scherzare sul suo stato di forma, ma ha detto che avrebbe parlato soltanto perché «La Russa mi ha fatto un’imboscata». In realtà, Berlusconi ha detto parecchie cose, anche se è mancato l’annuncio clamoroso.
Intanto, ha ripetuto all’infinito che «la maggioranza è coesa, funziona, va benissimo e andrà ancora meglio». Che il governo è «straordinario», i ministri «bravissimi», il dialogo tra esecutivo e Parlamento «costante e fruttuoso»: insomma, «una squadra unita e compatta». A sottolineare che il voto anticipato non è alle porte e che la maggioranza uscita dalle urne del 2008 governerà per cinque anni.
Il giudizio sul governo dunque è limpido: «Ha fatto bene e continuerà». Ha risposto tempestivamente alle emergenze (rifiuti, Alitalia, terremoto). Ha condotto «una lotta senza quartiere a mafia e criminalità con tremila mafiosi arrestati e milioni di euro sequestrati o confiscati alle cosche: noi siamo l’antimafia dei fatti contro l’antimafia delle calunnie e delle menzogne». Ha riguadagnato peso in politica estera. Ha evitato il fallimento delle banche durante la fase più acuta della crisi finanziaria.
Berlusconi ha aggiunto una nota importante sul partito: «Siamo una forza politica democratica, non oligarchica. Nel Pdl non decide una o due persone ma le grandi scelte sono prese dagli organi preposti dalla Carta dei valori e dallo statuto. Che infatti si riuniranno a metà settimana per varare le candidature per le regionali». Con l’unica eccezione della Lombardia, dove «con il pieno consenso della Lega la decisione è già definitiva sulla riconferma di Roberto Formigoni».
Al Pdl, che al congresso fondativo ha riunito sette formazioni, da ieri mattina ne aderiscono formalmente altre due, cioè i movimenti di Daniela Santanchè e Francesco Storace. Voti provenienti dall’ex area di Alleanza nazionale. Berlusconi lo sottolinea con soddisfazione, quasi volesse ricordare a Fini che il suo bacino di voti si assottiglia. Ce n’è anche per Casini: «Ci sarebbe un altro partito vicino al centrodestra, l’Udc, che sta un po’ di qua un po’ di là. Ma se sta di là non piangeremo per questo».
«In origine non volevamo il tesseramento - dice Berlusconi prima di consegnare la tessera del Pdl al sindaco di Milano, Letizia Moratti -. Ogni elettore era di fatto un aderente al movimento con il suo voto. Ma oggi viviamo un momento di grande disinformazione. Mi si attribuiscono frasi virgolettate che non ho mai detto e concetti che non ho mai pensato. La vita dell’esecutivo viene falsata e sul capo del governo piovono valanghe di accuse inventate. L’opposizione mi descrive come un mostro, che non sono: primo perché sono bello e poi perché sono un brau fieu».
«Troppa disinformazione. Troppo grande il vallo tra quello che il governo fa e quello che riportano i media. Troppe cose distorte dai giornali e anche dalla Rai, unica Tv di Stato al mondo che con i soldi di tutti attacca il presidente del Consiglio. Per questo abbiamo aperto il tesseramento, vogliamo un milione di nostri elettori a lavorare insieme a noi per il bene dell’Italia e degli italiani. Li terremo informati direttamente perché siamo un baluardo di democrazia».
Al contrario, «la sinistra è ancora fortemente impregnata di principi marxisti - ha continuato Berlusconi - sono sempre gli stessi. Non gli interessa il popolo ma il potere. Se torneranno al governo riporteranno l’Ici, aumenteranno la tassa sulle rendite finanziarie, introdurranno la patrimoniale sui risparmi. Uno Stato di polizia tributaria». E «se parlo di giudici politicizzati che influenzano l’iter delle leggi al vaglio di un organo eletto dal popolo, questo non è un “attacco violento” ma la fotografia di una situazione preoccupante contro cui dobbiamo reagire».