Milioni di italiani respirano male

Oltre dieci milioni di persone soffrono in Italia di malattie polmonari, patologie che provocano ogni anno 112mila decessi. L'Organizzazione mondiale della sanità le ha inserite tra le priorità della ricerca medica insieme alle malattie cardio-vascolari, ai tumori ed al diabete. L'Oms prevede il passaggio delle malattie polmonari dalla terza alla prima causa di morte a livello globale entro il 2010.
L'apparato respiratorio è un bene prezioso che rischia troppo spesso di essere trascurato e dimenticato. Come conseguenza queste malattie sono in preoccupante aumento in tutto il mondo, complici il moltiplicarsi dei fattori di rischio: inquinamento atmosferico, fumo di tabacco, non sufficiente attenzione alla prevenzione.
«Di fronte a una popolazione sempre più anziana e con morbilità multiple, si rende necessario un approccio organizzativo sanitario a più livelli: ospedaliero, territoriale, ambulatoriale e domiciliare. Si deve creare una efficiente rete sanitaria. Oggi alcune regioni come la Lombardia hanno avviato dei programmi attuativi di organizzazione di assistenza respiratoria domiciliare che è già una realtà soddisfacente, altre ne sono totalmente prive», afferma il professor Giuseppe Girbino, ordinario di malattie respiratorie, alla facoltà di medicina e chirurgia dell'università di Messina e past president della Società italiana di medicina respiratoria (Simer). Quest’anno è l’anno del respiro. Il 27 marzo il Consiglio dei ministri, ha riconosciuto le motivazioni delle Società scientifiche ed ha deciso di meglio sensibilizzare, l'opinione pubblica, le istituzioni e i portatori di malattie respiratorie. Il governo e il Parlamento italiano nel Piano sanitario nazionale hanno conferito alla gestione e al trattamento della disabilità respiratoria una priorità nella lotta contro le malattie croniche degenerative. Si stanno elaborando proposte concrete che tengano conto dell'impatto di queste malattie sulla salute e sui costi di gestione ad esse correlate. In autunno si terrà a Roma un incontro con oltre 120 organismi che si occupano di malattie respiratorie. In dicembre si svolgerà il congresso nazionale della Unione italiana della pneumologia. A livello regionale si terranno iniziative con l’obbiettivo di avvicinare e sensibilizzare le persone che non sanno di essere già malate e rischiano la cronicizzazione.
Nel mondo centinaia di milioni di persone soffrono di malattie dell'apparato respiratorio, 300 milioni sono gli asmatici, 210 milioni i pazienti con bronco pneumopatie croniche ostruttive (si stima che diventerà la terza causa di morte nel 2020), 400 accusano rinite allergica.
«In Italia - ricorda il professor Girbino - ogni anno si registrano oltre 250mila nuovi casi di tumore, di questi 33mila sono quelli polmonari. Una patologia che si manifesta quando la malattia è in fase avanzata (killer silente) esordendo con sintomi che possono essere comuni ad altre malattie respiratorie: tosse insistente, presenza di sangue nell'espettorato, variazione improvvisa e persistente del timbro della voce, inappetenza, perdita di peso, febbricola specie alla sera, dolore al torace di tipo sordo che si accentua con gli atti del respiro. La diagnosi - aggiunge il professor Girbino - si avvale di strumentazioni come la Tomografia computerizzata (Tc), la Tomografia ad emissione di positroni (Pet), la scintigrafia. È solo dall'analisi cellulare (cito-istologica) che è possibile fare la diagnosi di tumore al polmone. La ricerca scientifica sta approfondendo lo sviluppo di metodiche sofisticate che consentano una diagnosi precoce attraverso metodologie poco invasive (analisi dell'aria espirata) così come sono in studio farmaci in grado di agire selettivamente sulle cellule neoplastiche. In attesa della possibilità di impiego di questi strumenti su larga scala i programmi che incidono sullo sviluppo di tali tumori sono le campagne di sensibilizzazione, mirate alla prevenzione primaria (stop al fumo)».
Il preoccupante aumento esponenziale delle malattie respiratorie e una insufficiente prevenzione si riflette, oltre che sulla salute dei cittadini, anche sui costi sociali, perché le malattie respiratorie provocano ogni anno un numero elevato di vittime e producono riflessi negativi sia a livello respiratorio, sia cardiovascolare, neurologico, metabolico, artromuscolare. Onerosi gli stati di invalidità, soprattutto nella popolazione più anziana. Riguardo ai costi della malattia, l'impatto economico sul Servizio sanitario nazionale va esaminato in base ai costi diretti (oltre il 70% dovuti all'ospedalizzazione in senso stretto), che variano in funzione della malattia, della gravità, della durata: dagli 80mila euro di costo-medio-anno per un paziente affetto da tumore, ai 5-6mila dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), ai 4-5mila degli asmatici. Non vi è dubbio che anche per i conti pubblici è molto meglio prevenire piuttosto che curare.