Un militare specializzato in missioni di pace

Lascia la moglie e una figlia. Il caduto era originario di Caserta e viveva in provincia di Treviso. Le lacrime della mamma: "Mio figlio è morto per aiutare gli altri"

Treviso - Aveva un bel dire, Giovanni, che il suo era un mestiere poco pericoloso. Sì, militare in zone poco salubri, d’accordo, ma del Cimic Group South di Motta di Livenza, dove Cimic è una sigla che sta per cooperazione civile-militare. Lui distribuiva e organizzava aiuti ai civili disperati di Irak, Kosovo e, dal 10 dicembre scorso, Afghanistan. Una sorta di assistente sociale in guerra. «Non mi può capitare nulla, state tranquille», diceva alla moglie, Maria D’Agostino, e alla figlia diciottenne Giusi, studentessa liceale. E lo diceva pure dopo l’attentato di Nassirya, dove era in servizio in quel tragico novembre 2003 e dove vide la morte molto da vicino. «Non mi può capitare nulla».

Ma ieri a mezzogiorno è scesa la notte nell’appartamento di Oderzo dove viveva la famiglia del primo maresciallo Giovanni Pezzulo, che avrebbe compiuto 45 anni il prossimo 25 febbraio. Il colonnello Celestino Di Pace, comandante del Cimic, le ha strette in un abbraccio triste. Non servono tante parole, in questi tragici momenti.
Giovanni e Maria si erano sposati vent’anni fa, a Carinola (Caserta), di cui entrambi erano originari. Lui era già arruolato da alcuni anni e per questo, dopo il matrimonio, dovettero stabilirsi in Veneto. Appena potevano, però, facevano un salto dai genitori. Il maresciallo era il secondo di cinque figli maschi. A Carinola la mamma di Giovanni piange ininterrottamente. A tutti ripete che il figlio «è morto per aiutare gli altri, per dare da mangiare agli afghani, per portare loro delle coperte. «Ci parlava spesso delle missioni in Irak - racconta uno zio - e di quella tragedia di Nassirya. Era orgoglioso per quello che il contingente italiano faceva per i più deboli, per i civili che patiscono gli orrori della guerra».

Ieri amici e commilitoni hanno portato conforto alla moglie e alla figlia, «blindando» il condominio di cinque piani che sta nel centro di Oderzo. Bandiera a mezz’asta in municipio e discrezione nel dolore, proprio come avrebbe voluto Giovanni.