Militari e polizia scortano i plichi Il viaggio blindato delle tracce

Dal ministero alle singole scuole, il lungo tragitto per garantire l’arrivo delle buste

«Avete informazioni su quel prof esterno che avrò in commissione?», chiede insistente Lucia. Marco invece si butta sulle previsioni e azzarda: «Ci sarà sicuramente qualcosa sul summit della Fao o sul petrolio». Loro, gli studenti, si sono affidati ai blog per sfogare ansie, fare sondaggi, svagarsi tra un Pirandello e una crisi tibetana. L’esercito dei 470mila studenti che da oggi affronta la prima prova della maturità viaggia su Internet, vive in Rete e sul web prova a trovare conforto e distrazione. Tutt’altra storia rispetto all’elefantiaca macchina che si è messa in movimento in questi giorni per garantire lo svolgimento delle prove d’esame e l’arrivo a destinazione dei plichi con le tracce dei temi. Due mondi opposti: il primo che marcia in tempo reale, il secondo che risponde alle logiche istituzionali, delle garanzie e delle procedure ministeriali. Con tempi e modalità da piccione viaggiatore.
Caput mundi, ovviamente si parte da Roma. Dalla capitale - come ha ricostruito il settimanale Tuttoscuola - comincia il lungo tragitto delle buste che quest’anno faranno perdere il sonno e mezzo milione di studenti. I messi ministeriali entrano in possesso del materiale e lo custodiscono fino all’arrivo nelle singole province italiane. Da qui dritti in questura, dove viene consegnato «il pacco grande». E non è ancora l’ora delle scuole. La questura trasferisce infatti tutto all’Ufficio scolastico provinciale, dove il pacco viene aperto per verificarne il contenuto e le buste vengono consegnate ai rappresentanti degli istituti scolastici in cui operano le commissioni d’esame.
Non è finita: i rappresentanti di istituto (accompagnati da verbale e sottoscrizione di ricevuta) si muovono di nuovo alla volta della questura (nei piccoli centri dai carabinieri). Fino a oggi: il fatidico giorno in cui le forze dell’ordine consegnano le prime buste alle commissioni che hanno appena svolto le procedure di insediamento. Così fino al terzo e ultimo appuntamento con le prove scritte.
Il costo dell’operazione maturità? Quest’anno è di 183 milioni di euro per una macchina che vede coinvolti centomila docenti, controllati e diretti da 12.500 presidenti distribuiti per 25mila commissioni d’esame. E un potenziale record che coi numeri ha poco a che fare: quella che si apre oggi potrebbe essere l’ultima maturità delle insufficienze non recuperate. Dal prossimo anno nessun candidato potrà infatti essere ammesso senza aver prima dimostrato di essere sufficiente in tutte le materie.
E a proposito di svogliati, tra il popolo dei 140mila ritardatari (chi arriva alla maturità dopo aver dovuto ripetere l’anno), i maschi guidano la classifica nera: 85mila contro 55mila studentesse. Cala anche il numero degli ammessi e di quelli ammessi per merito (una carriera di 8 in tutte le materie al quarto anno e 7 in ogni materia negli anni precedenti), che quest’anno saranno meno di cento, rispetto ai 146 del 2007 e ai 1.667 del 2006. I ragazzi marciano veloci sì, ma forse in fuga dalla scuola.