«Militari, Milano vuole raddoppiare»

Proroga di sei mesi per le pattuglie dei militari. A Milano così come nelle altre grandi città se il consiglio dei ministri accoglierà la richiesta del ministro della Difesa Ignazio La Russa, ieri a Milano per fare un punto, insieme al sindaco Letizia Moratti e all’assessore Giovanni Terzi, di questi primo periodo di presenza dell’esercito nelle strade e nelle piazze.
Da gennaio a giugno, quindi, potrebbero rimanere in città i 424 soldati che finora sono stati impiegati in pattugliamenti misti (con 170 unità), nel presidio dei siti sensibili (con 174 uomini) e nella sorveglianza dei centri di identificazione ed espulsione per immigrati (80 soldati). «Questi primi mesi - le parole della Moratti - sono stati estremamente positivi perché i militari hanno garantito un presidio importante. La loro azione ha avuto un grande valore anche sul terreno della prevenzione e se si parla con i cittadini ci si rende conto che i militari sono salutati con un grande senso di liberazione rispetto alla percezione di insicurezza». Tanto che il vicesindaco Riccardo De Corato chiede addirittura che il numero dei militari in servizio venga raddoppiato. «Dalle richieste che arrivano sul mio tavolo - spiega De Corato - ci vorrebbero almeno 800 uomini, il doppio di quelli per ora inviati a Milano. A chiederlo sono i residenti del Giambellino, del Corvetto, di via Ripamonti, di Niguarda, di Baggio dove pure c’è già una pattuglia. Ma chi ci abita ne chiede almeno altre due. Girano di notte e a piedi, sono le donne a dirci quanto sia importante vedere una divisa in via Imbonati o in via Padova». Un raddoppio che, almeno per il momento, il ministro non potrà esaudire. «Ero venuto per festeggiare», scherza La Russa che però assicura che questi primi quattro mesi sono stati un importante banco di prova per mettere a punto l’operazione. Tanto che «con una maggiore razionalizzazione, appena cento uomini in più e un piccolo sacrificio anche di polizia e carabinieri, si può arrivare ad avere un controllo del territorio doppio, senza moltiplicare gli uomini». Periferie pattugliate, dunque, ma anche il centro. Come l’insospettabile Corso Como, il cuore della movida milanese, diventato terra di conquista per spacciatori e rapinatori. «Il recente plauso dei commercianti - commenta De Corato - è stata la miglior cartina di tornasole dell’utilità di presidiare una nuova area, la dodicesima». Esperimento riuscito, dunque. «Anche chi aveva delle perplessità - chiosa La Russa - può vedere che la presenza dei militari ha creato nelle città solo più sicurezza e non minore libertà. Anzi ha creato più libertà perché c’è stata più sicurezza. Sia per una concreta azione di contrasto alla criminalità che per una maggiore percezione di tranquillità dettata dalla presenza dei militari. A Milano, addirittura, quando i militari sono andati in via Padova, sono stati applauditi dalla gente alle finestre. È lo specchio di un successo che si è verificato in ogni città d’Italia». Sul versante dei numeri, invece, si parla di 4.411 controlli di persone, 609 quelli di merci per un totale di 5.026. Ventitrè i sequestri di materiali, tre quelli di armi, 25 i chili di droga con 25 denunce. Trentacinque gli arresti e 80 le denunce. «Otto su dieci - accusa De Corato - a carico di extracomunitari».