Militari di nuovo nelle strade? Il Pd: «Come spaventapasseri»

«Spaventapasseri». L'immagine non farà certo piacere ad agenti e militari che per circa 3 anni, dal 2008 al 2011, hanno garantito la sicurezza con le loro pattuglie nelle strade di Milano. «Spaventapasseri» è l'immagine che ha usato un importante esponente del Pd in Zona 3, Adalberto Muzio, vicepresidente della commissione che si occupa (anche) di sicurezza e delegato proprio alla Sicurezza dal presidente del Consiglio. L'epiteto, ripetuto due volte, ovviamente era inserito in un discorso, immancabilmente «più ampio», che verteva sull'utilità dell'operazione «Strade sicure»; vale a dire le pattuglie garantite da forze dell'ordine e forze di sicurezza. Una «missione urbana» interrotta dall'attuale amministrazione comunale, che intendendo rinunciare alle pattuglie in strada ha dovuto poi fare a meno, per decisione ministeriale, di tutte le unità destinate a Milano (fra zone «calde» e presidi fissi davanti a monumenti e obiettivi sensibili). Il tema è ancora al centro della discussione politica, e torna attualissimo ogni volta un fatto di sangue insanguina una via della città - ed è successo parecchie volte nel corso di questi anni.
Proprio una discussione simile è scoppiata in zona 3, Lambrate, dopo che il Popolo della Libertà ha presentato una mozione che voleva impegnare Consiglio e Comune a chiedere il ritorno dei soldati. Una mozione «di bandiera», con poche speranze di passare, infatti è stata bocciata. Ma più dell'esito finale del voto, oggi è quell'immagine utilizzata dal consigliere Pd che crea polemiche e fa discutere. «È una vergogna e l'ho anche urlato in aula - dice il consigliere Gianluca Boari, che della Zona 3 è stato vicepresidente nello scorso mandato amministrativo - non si può denigrare in quel modo la professionalità gli agenti, cioè persone che fanno quel lavoro. E a maggior ragione non può farlo chi rappresenta la Zona e la rappresenta all'esterno, a Palazzo Marino e verso la cittadinanza, proprio sui tema della Sicurezza». «Comunque - aggiunge - noi abbiamo evidenziato proprio l'utilità delle pattuglie, soprattutto per la sicurezza delle donne».
«Non ho ancora chiesto di riascoltare i file audio della seduta - replica Muzio - ma nel corso della discussione ho usato quell'espressione e l'ho argomentata. Intendevo dire ciò che penso veramente, e cioè che non credo che i problemi della sicurezza si risolvano utilizzando agenti e militari con una funzione di mera deterrenza, che ha effetti solo sulla percezione di sicurezza di chi vede le divise». «Dunque - aggiunge - intendevo dire: non vorrei che fossero usati come “spaventapasseri” e in sede di dichiarazione di voto, in un momento successivo, ho detto “non ci servono spaventapasseri”, ma nel senso, più articolato, che ho spiegato nel precedente intervento».