Militaria e dintorni, il passato e l’emozione

La storia tra le mani. Chissà, sotto quegli elmetti d’acciaio, quanti pensieri, di nostalgia, di paura o quanti sogni di gloria si sono addensati. Nei loro interni incartapecoriti si vede il cuoio dell’imbottitura impregnato dal sudore di tanti giovani, americani, tedeschi, inglesi, italiani. Per chi riesce a comprendere il valore di questi oggetti, o solo per chi ama conoscere la storia, la mostra «Militaria e dintorni» che apre i battenti questa mattina per terminare domani sera nelle sale dell’Hotel Ergife in via Aurelia, costituisce un viaggio emozionante, da cui si riesce a portare a casa un brandello di drammatico passato.
Fa uno strano effetto soppesare tra le mani un pugnale della Hitler Jugend, la Gioventù di Hitler, con la svastica sul manico nero di bachelite e una lama d’acciaio, a punta, di almeno quindici centimetri. Un temibile oggetto che era destinato alle mani innocenti di ragazzini in età da boy scouts.
Oppure, le cartoline mortuarie di tanti soldati con le fotografie di ragazzi dalle facce buone di contadini, caduti chi in Russia, chi in Albania o in Africa e in altre terre lontane.
Berretti, uniformi, spadini, buffetterie, fino ai rottami arrugginiti di mitragliatrici e proiettili d’artiglieria ritrovati dai collezionisti-espositori. Molti oggetti sono infatti di scavo. Cercatori agguerriti armati di rilevatori metallici riescono a riportare alla luce dai campi arati e dai fossi delle zone di guerra, tracce corrose degli eventi che sconvolsero l’Europa nelle due guerre. «Vicino ad Anzio - racconta uno degli espositori - trovammo con il metal detector, 4 soldati irlandesi, completamente ricoperti dalla terra sollevata in aria dalle esplosioni. Il recupero delle loro piastrine ha consentito poi, tramite l’ambasciata, ai parenti, di riportare in patria le spoglie dei loro caduti dopo oltre 50 anni».
«Warriors at Anzio» l’associazione storica che si interessa alle vicende belliche connesse al famoso sbarco, porterà, tra i tanti, un cimelio inquietante, ma anche stimolo necessario per le coscienze. Si tratta di una delle divise da internato, il cosiddetto «pigiama», di un prigioniero ebreo del campo di Mauthausen. La ricostruzione sarà completata con l’affiancamento di una divisa delle famigerate Ss, guardiane dei campi. Ma non c’è solo la brutalità e l’orrore della guerra, c’è anche l’onore e il prestigio delle raffinate decorazioni di uniformi da parata, pennacchi, nastrini, medaglie di tutte le nazionalità, che furono inseguiti e conquistati a prezzo di coraggio e di senso del dovere. Ancora, saranno in vendita modellini, soldatini, libri per collezionisti, orologi e manifesti d’epoca.
La mostra è al suo decimo appuntamento e quest’anno ha deciso di allargare i propri confini oltre il collezionismo militare, aprendo al collezionismo cartaceo, numismatico e filatelico.