«MILITARIA» E la guerra diventò scontro di materiali

Trasformazioni tecniche e ideologiche dall’800 all’Irak. I conflitti tra Stati non si risolvono più in un solo giorno

Il sesto volume di «Militaria», da domani in edicola con il Giornale, è dedicato a Le grandi battaglie combattute dalla Rivoluzione Francese a oggi: gli avvenimenti bellici più rappresentativi degli ultimi due secoli - Otto e Novecento - parallelamente all’evoluzione tecnica e ideologica e insieme del pensiero militare.
Il grande protagonista che apre la rassegna non poteva che essere Napoleone. È nel periodo storico dominato dalla sua figura che nasce l’esercito di coscritti destinato a dominare i campi di battaglia europei fino alla seconda guerra mondiale. La nuova forma militare corrisponde all’affermazione del modello statuale nazionale, con la borghesia produttiva che si sostituisce all’aristocrazia nella sua direzione politica. La battaglia napoleonica si fonda sui principi che von Clausewitz renderà canonici nel suo capolavoro militare, Della Guerra, e che possono essere condensati nella formula: massima concentrazione delle forze nel punto decisivo dello scontro. In una società ancora preindustriale si immaginava ancora di poter risolvere un conflitto fra Stati in una giornata, di appianare così una divergenza in modo decisivo anche se in maniera crudele e dispendiosa in termini di vite umane. Fu questa la grande ambizione napoleonica, imporre ai nemici la propria pace con la forza delle armi, trasformare la superiorità militare in egemonia.
L’insuccesso di questa impostazione, certificato dalla sconfitta di Waterloo, si amplifica nella Guerra Civile americana. Il Sud tenta inutilmente la carta del confronto militare in termini classici, ossia alla ricerca di una vittoria decisiva in battaglia. Questo conduce al disastro di Gettysburg, ma neppure una vittoria in quella giornata avrebbe portato il Sud a risolvere i propri problemi. Lo svantaggio degli Stati secessionisti in termini demografici e industriali poteva forse essere recuperato in una guerra di logoramento, che riprendesse le forme di quella combattuta contro gli inglesi per l’indipendenza delle tredici colonie. Lo scontro frontale, in campo aperto, portava di fatto a creare un bersaglio contro il quale i federali potevano concentrare il proprio sforzo bellico fino ad annientarlo. Come accadde.
Con il pieno avvento dell’industrializzazione i momenti militari decisivi concentrati in una sola giornata si trasferiscono in luoghi marginali del mondo, nelle guerre coloniali, o sul mare. A Tsu Shima, allo Jutland e a Midway avvengono scontri fra grandi concentramenti navali che si risolvono in poche ore di combattimento furibondo dai costi umani elevatissimi. In queste tre battaglie si riassume la storia della marineria moderna, anche se la Seconda Guerra Mondiale è ricca di combattimenti, soprattutto nel Pacifico. Nelle acque prossime al Giappone si combatté nel 1905 la più grande battaglia navale decisa dal cannone: l’ammiraglio Togo annientò la flotta russa del Baltico, che aveva effettuato una navigazione di mesi per giungere al tragico appuntamento col nemico. Allo Jutland l’Inghilterra certificò per l’ultima volta il proprio controllo sul mare nel 1916, dopo la guerra le mancheranno le risorse per mantenere la posizione di privilegio che Nelson le aveva conquistato a Trafalgar. A Midway le portaerei dimostrano di essere diventate le nuove dominatrici degli oceani, mentre il Giappone inizia la parabola discendente che lo porterà alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.
Erano già decenni però che guerre, campagne e battaglie andavano confondendo i loro contorni temporali. Le trincee sostenute dal sistema ferroviario della guerra civile americana si erano riprodotte in Europa nella Grande Guerra, fino a bloccare ogni possibilità strategica. Il carro armato era sembrato riaprire la strada alla manovra, ma in realtà quella che si afferma è la guerra di materiali. Ad essa si vanno oggi sostituendo la guerra tecnologica e la guerra squilibrata, nuova versione urbana della guerriglia. Le grandi battaglie, che ambiscono a risolvere in una giornata il conflitto fra Stati, sono un ricordo del passato.