LE MILLE E UNA NOTTE ALL’AEROPORTO CON IL GOLF

Centri massaggi, docce aromatiche, piscine, ristoranti di lusso e persino un campo a 18 buche all’interno dei terminal. Seguendo l’esempio di Abu Dhabi i principali scali del pianeta si trasformano in luoghi sofisticati e all’avanguardia

La vacanza più rilassante? È all'aeroporto. Basta scegliere: puntare il dito su una carta geografica e partire. Destinazione il mondo. Magari senza uscire dai terminal, senza buttarsi negli ingorghi dei nastri bagagli, senza le code per i taxi e tutto quanto fa molto ferie d'estate. Un paradosso? Forse, ma chi è in cerca di un posto dove andare per ritemprarsi veramente e fare finalmente quello che vorrebbe, non ha che da scegliere tra docce aromatiche, massaggi antistress, campi da golf, mostre d'arte e quant'altro offerto ai viaggiatori per distrarsi tra un volo e l'altro o per riprendersi dal jet lag. Ormai sono diventati proprio gli aeroporti i luoghi dell'edonismo e del benessere psicofisico: conviene approfittare e invece che lamentarsi per i ritardi e le coincidenze mancate provare a puntare sulla remise en forme offerta dalle lounge delle principali compagnie aeree e da molti aeroporti internazionali per rendere meno amari il caro petrolio e le interminabili code ai check in.
Un giro del mondo fatto di scali, di terminal, di arrivi e di partenze. Da dove cominciare? Dallo sport e dal benessere da viaggio, naturalmente. Bisogna arrivare a Abu Dhabi e avere certamente un po' di tempo a disposizione per provare un campo da golf regolamentare 18 buche sicuramente unico al mondo, «ricavato» all'interno dello scalo (30 dollari il green fee, escluso il noleggio dei bastoni) per golfisti viaggiatori in arrivo e in partenza, mentre a Dubai ci vuole sicuramente meno tempo per tuffarsi nella piscina o rilassarsi nella vasca jacuzzi del terminal (8 dollari all'ora). Tante le opportunità anche per chi frequenta le lounge: all'aeroporto londinese di Gatwick, per esempio, i viaggiatori British Airways possono farsi fare massaggi orientali alla testa e alle spalle per riallineare il flusso di energie e armonizzare mente e corpo, oltre a massaggi per idratare in profondità il volto e preparare la pelle al volo evitando che si stressi, invece alla lounge della Japan Airlines dell'aeroporto di Tokio i massaggi vengono fatti con le pietre, a quella Lufhtansa di Francoforte vi sono poltrone per automassaggi antistress a scelta tonificanti o rilassanti, mentre a Detroit per smaltire il jet lag e riattivare la circolazione sono a disposizione dei viaggiatori stanchi apparecchi per respirare un rigenerante mix di ossigeno e oli essenziali.
Chi non varca i confini italiani può accontentarsi di frequentare i beauty center di Roma e Milano ed entrare a Fiumicino nella sala polisensoriale del Tonic Beauty Club per sottoporsi a massaggi olistici, aromaterapia, cromo e musicoterapia oppure al Centro benessere del circuito Integree al Terminal 1 di Malpensa dove propongono, tra l'altro, massaggi al viso bioenergetici, mentre chi non rinuncia all'eleganza anche quando viaggia troverà all'Air France Salon dell'aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, accessibile anche ai viaggiatori Alitalia, persino lavanderia, stireria e sartoria.
Aeroporti talmente scenografici da essere scoperti dagli sceneggiatori televisivi per farli diventare addirittura protagonisti di alcune programmi tv di successo, da Lax, telefilm dedicati allo scalo di Los Angeles, a Airline, un reality che narra fatti e misfatti di piloti, hostess e passeggeri della compagnia aerea realmente esistente Southwest. Per catturare i viaggiatori ormai si pensa a tutto, persino a prenderli per la gola: come capita all'aeroporto di Bordeaux dove si possono assaporare piatti grand gourmet come il bue di Aquitania accompagnato da marmellata di cipolle o alla lounge Lufhtansa di Francoforte con i sommelier campioni del mondo che consigliano il grand cru, ma si può anche rischiare di perdere l'aereo per fermarsi a mangiare tartufi rossi a Nantes o ostriche e aragoste a Monaco di Baviera prima di fare due salti alla discoteca Night Flight aperta dal giovedì al sabato fino all'alba. Per dormire, invece, bisognerà fare un viaggetto fino alle lounge della Cathay Pacific allo scalo di Hong Kong e a quella degli Emirates Airlines a Dubai dove vi sono camere da letto insonorizzate a prova di jet, con palestra, sauna e shower suite per il risveglio.
Ma un pizzico di cultura anche in viaggio non guasta. E allora cosa c'è di meglio che approfittare dei transiti per ammirare autentiche opere d'arte come accade al terminal di Amsterdam che nella sezione aeroportuale del Rijkmuseum espone capolavori del barocco olandese, compreso Rembrandt, allo scalo di Copenaghen che offre addirittura una guida-catalogo ai viaggiatori in cui spiega le opere in mostra o, ancora, a Parigi Orly che ha due padiglioni dedicati ad un calendario di esposizioni di scultura, pittura e fotografia, e a Barcellona dove ad accogliere i passeggeri è un immenso murale dipinto da Juan Miró all'esterno del terminal B. Per chi invece finalmente si decide a partire c'è persino la possibilità di imparare le lingue straniere durante il volo. È quanto propone, su determinate linee, la Singapore Airlines: basta noiosi programmi radiofonici e film sottotitolati, ora si possono prendere lezioni interattive persino di greco, di russo, di portoghese e di altri nove idiomi, in modo da arrivare a destinazione con un'infarinatura della lingua del posto.
Anche chi ama l'azzardo è accontentato: slot machine sono posizionate agli scali di Amsterdam e Francoforte ma, certo, nulla a che vedere con Las Vegas, la patria del gioco. Qui a qualsiasi ora del giorno o della notte si arrivi, tra palme finte e giganteschi murales, si viene praticamente catapultati in un casinò: si può puntare appena si scende materialmente dall'aereo oppure durante l'attesa per il ritiro bagagli o nel tragitto per andare a prendere il taxi. Sempre ammesso che poi si abbiano i dollari per pagarlo. In caso contrario basta riprendere un aereo e continuare la vacanza verso l'ignoto, fino al prossimo scalo. D'altronde, come diceva Guy de Maupassant, «il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà per penetrare in un'altra inesplorata che sembra un sogno». Un sogno che può avere le dimensioni di un hub.