Mille gazebo e due numeri per mandare a casa Prodi

Si potrà aderire alla petizione anche su internet e al telefono. Gelmini: «Una firma e un euro per andare alle elezioni subito»

È in arrivo un weekend di attività politica per i milanesi che desiderano mandare a casa il governo Prodi. Venerdì, sabato e domenica 16-17-18 novembre Milano e la Lombardia saranno apripista nella raccolta di fondi e firme che, a livello nazionale, punta a un obiettivo molto ambizioso: cinque milioni di italiani che mettano al servizio della causa azzurra nome, cognome, indirizzo e carta d’identità. «Una firma e un euro per mandare a casa Prodi. Elezioni subito» è lo slogan lanciato dalla coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini. Una specie di controprimarie, per recuperare denaro ed energie politiche fresche. «Non siamo un partito ricco e anche a noi servono i contributi dei cittadini» è l’appello della Gelmini.
A Milano i gazebo saranno trenta e mille in tutta la Lombardia le postazioni nelle quali da venerdì prossimo sarà possibile chiedere di tornare al voto. Oltre ai gazebo, chi vuole chiedere le dimissioni del governo e il ritorno alle elezioni potrà ricorrere alle sedi del partito (dove è possibile firmare la petizione già da giovedì scorso), a un sito internet costruito apposta (www.rivotiamo.it, ma chi passa per la rete non può fare il versamento automatico) e a due numeri di telefono dedicati che saranno attivi a partire da lunedì prossimo (per i cellulari 899884440 e per i fissi 16360022).
L’iniziativa è stata presentata nella sede milanese di Forza Italia in viale Monza. E il deputato e assessore al Comune di Monza, Paolo Romani, ha sottolineato l’importanza del sostegno popolare alle attività di palazzo: «Se la spallata viene dal Senato, c’è il rischio che sembri un golpe parlamentare, ma è forte la richiesta dal basso di mandare a casa il governo. Per questo la spallata deve venire dal Parlamento e dal Paese».
Maurizio Lupi, deputato e vicecoordinatore cittadino di Forza Italia, ricorda che non si tratta di una manifestazione semplicemente anti: «Non è solo contro qualcuno ma ha anche dei contenuti come la sicurezza e il fisco a cui l’attuale maggioranza non è in grado di dare risposte concrete». Il consigliere regionale Alessandro Colucci, invece, sottolinea il modello positivo della Cdl in Lombardia: «Il buongoverno di Formigoni si è espresso svuotando le tasche pubbliche per riempire quelle dei cittadini. La Regione aveva introdotto i ticket sanitari ma quando si è resa conto che era possibile farlo, li ha tolti, così come è accaduto con l’Irpef». Sulla stessa linea Stefano Maullu: «Esiste una chiara dicotomia tra il governo regionale e quello nazionale: Formigoni porta avanti una grande difesa delle infrastrutture e delle famiglie che altrove non esiste».
Un ruolo a parte avranno i giovani, guidati dal neo segretario regionale Emanuel Piona: «Invece di risolvere l’emergenza precariato ci prendono in giro e ci chiamano bamboccioni. Firmeremo in tantissimi». Appuntamento a domenica 18 per la verifica.