MILLE INDIZI, UNA CERTEZZA

L'assegnazione a Coopsette di un appalto del valore di 35 milioni di Euro per i lavori di realizzazione di un nuovo padiglione B della Fiera del Mare con un bando che ha, di fatto, tagliato fuori le imprese locali è l'ennesima ciliegina rossa sul grande gelato da sempre a disposizione della coop a Genova per cui già abbiamo sollecitato chiarimenti in sede consiliare.
C'è qualcuno, però, in grado di confutare seriamente il Presidente Berlusconi che, nei giorni caldi dell'affaire Unipol, sosteneva come il circuito amministrazioni rosse che danno appalti alle cooperative rosse che finanziano partiti rossi configura un colossale ed opaco conflitto di interessi? Come abbiamo avuto occasione di documentare, in un affollato convegno del gennaio scorso all'Hotel Bristol di Genova, insieme con il coraggioso amico Alberto Gagliardi - con cui tante battaglie abbiamo condotto contro il monopolio rosso - il sistema di potere delle coop è andato progressivamente stendendo le sue mani sul capoluogo ligure. Dai ghetti di cemento sulle colline a Via Madre di Dio, all'Acquario, al sottopasso di Caricamento, a San Biagio, alla Fiumara e, passando per tante altre opere, fino alla Fiera le coop, anche sotto la Lanterna, hanno edificato tutto l'edificabile. Altrettanto dicasi per il mercato della media e grande distribuzione genovese che è dalle stesse più che abbondantemente controllato. Non solo, nel tempo, non sono state autorizzate le aperture di società concorrenti - come Carrefour - che hanno poi ottenuto soddisfazione presso la Magistratura amministrativa ma da parte della Presidenza di Coop Liguria si ha avuto, nel gennaio dell'anno scorso, l'ardire di affermare pubblicamente che per poter lavorare a Genova bisogna saper coltivare buoni rapporti con le Istituzioni. Quasi che le Pubbliche Amministrazioni non debbano garantire pari condizioni a tutti in virtù di non già delle simpatie bensì delle leggi. Sarà pur vero, come ripete uno spot, che «la coop sei tu, chi può darti di più?» ma intanto si è scoperto che Manutencoop elargiva, in virtù delle leggi per carità, rilevanti finanziamenti elettorali soprattutto a candidati dell'Unione tra cui il Presidente ed il Vicepresidente della Giunta Regionale ligure. Come volevasi dimostrare la maggioranza di centro sinistra, respingendo un emendamento da me presentato alla legge finanziaria regionale per maggiorare di un punto l'Irap ai grandi gruppi Coop della Liguria, ha gettato la maschera offrendo la prova provata che il collateralismo tra coop e sinistra esiste ed ha disciplinati scudieri anche in via Fieschi. Genova può, a ragione, assurgere a città-simbolo del monopolio delle coop. Temi forti dovrà agitare il centro-destra ed il suo candidato a Sindaco per vincere la difficile battaglia della primavera prossima: fondamentale quello della necessità di liberare Genova dal sistema di potere delle sinistre - fatto di lobby e soprattutto di coop con tutti i loro assurdi privilegi - che da decenni la ingessano soffocando ogni anelito di cambiamento e di sviluppo ma anche di libertà.
*Capogruppo An Regione Liguria