Le mille ipotesi sulla galassia Tronchetti

Scorporo di Tim o della rete tra le possibilità allo studio

Maddalena Camera

da Milano

Pirelli continua a salire a Piazza Affari. In una settimana la società che fa capo a Marco Tronchetti Provera è cresciuta del 7,6%. Ieri l’ultimo strappo: più 4,7% con volumi tripli rispetto alla media giornaliera. L’ipotesi che l’incontro al largo dell’isola di Zante tra Tronchetti Provera e Rupert Murdoch non sia stato solo interlocutorio sul fronte dei contenuti e abbia affrontato anche la possibilità di un ingresso del magnate australiano di News Corp in Olimpia, la società che controlla Telecom, è servito da carburante alla speculazione. Benzina sul fuoco anche le indiscrezioni che vedono Mediobanca in prima fila su un’operazione da 20 miliardi che riguarderebbe proprio Telecom: in mancanza di conferme la Borsa scommette su ipotesi: dalla scissione di Tim alla sua cessione parziale ad una Newco, alla dismissione della rete.
Dal canto suo anche Telecom Italia riprende fiato dopo i minimi toccati nel mese di agosto. In cinque giorni il rialzo complessivo è stato, anche se più contenuto rispetto a Pirelli, del 3,5%. Ieri Telecom è salita dell’ 1,4%. Ma dall’inizio dell’anno la performance resta negativa. Il titolo ha perso infatti l’8,7%, ossia più del 6,5% fatto segnare dall’indice che segue le maggiori società di tlc europee. Un settore, quello delle telecomunicazioni, in crescita a livello di fatturato ma che ha visto margini e utili ridursi anno dopo anno a causa della forte concorrenza. E Telecom, per far ripartire la crescita, punta a diventare una media company, cioè a distribuire contenuti a pagamento sulle sue reti a banda larga. Inoltre le società media vengono valutate dal mercato con multipli doppi rispetto a quelle di tlc. In quest’ottica secondo il tam tam di borsa potrebbe prendere corpo la cessione del braccio mobile, Tim, incorporata per fusione poco più di un anno fa. E proprio ieri Palazzo Chigi ha smentito le indiscrezioni giornalistiche secondo le quali il governo si sarebbe opposto a un eventuale operazione sul capitale di Tim.
Tim potrebbe valere secondo alcune stime circa 35 miliardi di euro. E dunque, con la vendita, Telecom sarebbe in grado di ripagare il suo super debito, 41,3 miliardi, che è pari al suo valore in Borsa ed è tra i più alti del settore. La strategia rappresenterebbe però una brusca sterzata rispetto a quanto fatto fino ad ora dalla società che spingeva per l’integrazione tra la telefonia fissa e quella mobile e aveva anche realizzato un telefono, Unico, capace di essere cellulare e apparecchio di casa. Per questo non tutti gli operatori vedono di buon occhio la vendita di Tim. «Vendendo la società di telefonia mobile mancherebbe una parte importante del business» - ha spiegato Alberto Espelosin di Ibercaja Gestion che possiede anche azioni di Telecom Italia.
Ieri in borsa comunque tutte le società legate al gruppo della Bicocca hanno tratto beneficio. Pirelli ha allungato il passo mettendo a segno un più 4,7%. In gran spolvero anche Camfin (+3,50%) la holding di casa Tronchetti Provera. In controtendenza invece Ti Media (-0,66% a 0,389), dopo gli importanti passi avanti fatti segnare nelle ultime settimane sulla scia delle speculazioni che la vedono in vendita e in direzione Rcs.