Mille in lista d’attesa per le case popolari

Roberta Bottino«Le graduatorie per l'assegnazione di un alloggio di edilizia popolare superano le mille richieste, questo dimostra la gravità della situazione». Con questa frase, nei primi mesi del 2006, il vicesindaco e neo assessore al Patrimonio del Comune di Genova, Alberto Ghio, ammetteva il problema legato all'emergenza abitativa. Problema che alle soglie del nuovo anno, nonostante alcune modifiche della legge regionale, non ha trovato ancora una soluzione. «Il 5 dicembre è uscito il bando per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica - denuncia il consigliere di Alleanza Nazionale a Tursi Aldo Praticò -, questo bando però scadrà il 5 febbraio del 2007. Entro questa data tutte le famiglie che hanno necessità di ottenere una casa possono fare richiesta. Quello che però mi lascia perplesso, è il fatto che alla scadenza del bando, occorre aspettare ben dieci mesi prima di poter partecipare al successivo».Quasi un anno quindi, in cui centinaia di persone in lista d'attesa dovranno fare i conti con la precarietà di un vivere quotidiano senza dimora. «E pensare che si tratta di un centinaio di famiglie che si trovano nella cosiddetta fascia protetta, cioè anziani, e disabili - accusa Praticò -. È scandaloso se si pensa che nel 2003 la Giunta di Tursi aveva stanziato un tot di denaro per dare a queste famiglie una casa. Con l'operazione Tonodue gli introiti invece sono stati utilizzati per ripianare il debito Amt. Però dobbiamo ricordarci che quando nella sala rossa vennero centinaia di persone a protestare, l'allora assessore Rosario Monteleone disse che i soldi ricavati sarebbero serviti per accontentare le prime trecento famiglie in graduatoria».Anche il neo assessore al Patrimonio Alberto Ghio disse all'inizio del 2006: «La mia idea sarebbe, se è vero che esistono circa quattrocento appartamenti disponibili, partire con un fondo rotativo, in maniera tale da poter fare interventi sugli appartamenti per renderli via via disponibili».Nomadi ed extracomunitari però continuano ad essere in pole position nella graduatoria per ottenere un alloggio pubblico. Il consigliere di Alleanza Nazionale non ci sta, e punta il dito contro la Giunta. «Sarò attento alle liste d'attesa - dice Praticò -, perché voglio vedere ad esempio i diversamente abili al 100% se verranno sorpassati da “altri” che il Comune vede con un occhio di riguardo. Un esempio eclatante è stato il caso di quella signora sfrattata, che abusivamente aveva occupato un alloggio comunale mettendolo a posto. Solo perché a difendere la donna è intervenuto il centro sociale Zapata, allora il Comune si è mosso».La realtà che ruota attorno all'emergenza abitativa però è ben altra. «È da dieci anni che un signore invalido è costretto a vivere in appartamento al quarto piano di un condominio senza ascensore, e nonostante abbia più volte fatto presente a chi di dovere la sua situazione non è stato fatto nulla - aggiunge Praticò -. Un'anziana signora mi ha scritto disperata perché il 31 dicembre verrà sfrattata e non sa dove andare, senza contare le decine e decine di persone che vivono per strada senza un tetto sotto cui stare, quando esistono appartamenti vuoti, murati con cemento o lamiere, spesso occupati da sbandati e zingari».