Mille meraviglie arabe sulla trincea dei Tg

Al Jazeera ha tanta facce, una più incantevole dell’altra. Ha gli occhi azzurri e il viso da fatina della libanese Jumana Nammour, l’araba più amata dagli arabi. Quando sparì dal video per la maternità milioni di telespettatori ignari telefonarono per protestare. Ma la notizia più bella, lo scoop della sua vita, aveva preferito tenerlo per sé. Al Jazeera porta il velo di Jadiya Bin Kena che per ritornare se stessa ha dovuto chiedere aiuto al tribunale. «Mi truccavano con la frangetta e il tailleurino delle americane della Cnn. Ma io sono araba e musulmana, è giusto che io parli ai musulmani e al mondo da musulmana». Ha chiesto perciò di andare in video con il suo bel hiyab arancione. Stava da dio. E stavolta l’hanno notata tutti. Ma la guerra in Libano ha lanciato un visino nuovo tra il sangue, le bombe e le macerie di Beirut: Rima Maktabi, 24 anni, occhi verdi, tipino semplice ma con un bel caratterino. Al Arabiya l’ha gettata sul fronte delle news, lei che fino a qualche tempo fa presentava il meteo e i programmi per ragazzi. E in trincea ha seppellito tutti con collegamenti dalle zone di fuoco, sempre a un sospiro dalla morte. Solo una volta una tv, che non era la sua, l’ha beccata spettinata e fuori posto. Quando un’autobomba uccise Gibran Tueni, direttore del quotidiano Al Nahar, antisiriano, amico suo. Piangeva disperata. Ma non ha fatto un passo indietro.