La Mille Miglia storica diventa un caso

<p>Negli ultimi cinque anni, grazie alla gestione di privati, la grande corsa è diventata un vanto italiano nel mondo. Ma ora l’Aci Brescia ha deciso di tornare a gestirla direttamente. Cosa accadrà<strong><span style="font-family: 'Courier New'; font-size: small;">?</span></strong></p>

In fondo con la Mille Miglia storica è successo un po’ come quando si trova impolverata e ammaccata una splendida vettura d’epoca. Magari arrugginita, rovinata, nascosta sotto cumuli di vecchie utilitarie buone, quelle sì, solo al recupero del metallo. In fondo è successo un po’ come quando si tira fuori quella vecchia auto rovinata e la si restaura e se ne cura ogni dettaglio, a costo di investirci tanti soldi e, soprattutto, tanto tempo. Per cui se ne rifanno gli interni, il cruscotto, si riporta in vita il colore luccicante, si rimette mano al motore… Già, il motore. Che poi è l’anima e la voce di quella macchina.

In fondo alla Mille Miglia Storica è successo proprio così: qualcuno, una manciata di anni fa, l’ha presa più o meno arrugginita e impolverata dal disinteresse e dalla scarsa promozione e in poco tempo l’ha restaurata, portandola a nuovo splendore, per di più consentendole di fare mostra di sé in giro per il mondo. Quel qualcuno si chiama Alessandro Casali, presidente del comitato organizzatore della Freccia Rossa, patron di Meet Comunicazione che con Mac Group e Sanremorally, cinque anni fa, si aggiudicò il bando organizzato dall’Aci Brescia per la gestione della corsa.

Fatto sta, venerdì, l’ufficializzazione di una notizia che era nell’aria: la Freccia Rossa torna ad essere gestita direttamente dall’Aci. Non ci sarà un altro bando alla scadenza e poco importa che l’ultima edizione, quella al via il 17 maggio (ritorno a Brescia il 20) sia la Mille Miglia dei record (1355 richieste d’iscrizione su 375 posti disponibili da appassionati di 25 Paesi). Anzi, per molti sarebbe proprio il crescente successo della corsa ad aver spinto l’Aci Brescia a riappropriarsene nella gestione. Ma se nella città in molti plaudono all’iniziativa, fra gli appassionati c’è chi si domanda se l’Aci locale disponga dell’esperienza necessaria per sostenere un evento diventato negli ultimi anni uno spot dell’Italia in giro per il mondo. Italia che mai come in questo momento ha bisogno di esempi positivi da mostrare all’estero.

Sul tema, si vedrà. Intanto la parola ai diretti interessati. “La scelta di non affidare ad altri l’organizzazione della Mille Miglia è stata un passo ponderato, nonché naturale da intraprendere – ha sottolineato Aldo Bonomi, presidente dell’Aci Brescia -. All’origine della decisione, presa in modo unanime dal Cda, ci sono motivazioni di carattere culturale, sportivo, organizzativo ed economico. La Mille Miglia rappresenta un enorme patrimonio che deve tornare ad essere gestito a Brescia. Una scelta che riteniamo potrà favorire anche aziende bresciane, interessate all’indotto generato dalla Freccia Rossa in diversi settori. Si tratta di un patrimonio che verrà gestito con cura e attenzione, al fine di incrementarlo anno dopo anno…”.

“Massimo rispetto, ovviamente, per la decisione assunta dall’Aci di Brescia - ha commentato Casali -. Ciò che posso dire è che il lavoro fatto in questi quattro anni ha portato risultati che non io, ma la città, il Sindaco e tutti gli osservatori hanno definito straordinari. E che forse la Mille Miglia non è mai stata così vicina alla sua città, basti pensare ai road show che hanno fatto conoscere Brescia in tutto il mondo (quelli di quest’anno saranno a Singapore e Stoccarda) o a iniziative come la Notte bianca della Mille Miglia. Per non parlare del Governo che l’ha voluta come simbolo ufficiale dell’Italia nelle sue missioni all’estero. E lo stesso Governo Monti ha già manifestato in questi giorni il suo interesse per questa manifestazione. Tutto questo facendo crescere il livello e il valore della gara anche in termini sportivi. Il mio augurio è che la Mille Miglia continui a crescere. Noi possiamo garantirlo per l’edizione del 2012…”. Casali ha inoltre sottolineato: "Per il bene di Brescia e della Mille Miglia, se ci saranno opportunità e se mi verranno offerti ruoli significativi e autorevoli, sicuramente non mi tirerò indietro. Certo è che non si può pensare di sfruttare le relazioni, il background, il nostro know how come una gettoniera… E sarebbe un grave errore - conclude Casali - se l’Aci non continuasse ad investire nell'internazionalizzazione, in tutto quello che noi abbiamo fatto per la Mille miglia in termini di visibilità nel mondo… Chi ci rimetterebbe non sarebbe l'Aci, ma la città di Brescia".