Milleproroghe, governo battuto per assenze

Le assenze tra i banchi della
maggioranza hanno fatto andare sotto il governo su un
emendamento del Pd. Astenuti tre deputati della Lega. Ora il decreto, per
essere convertito, dovrà tornare a Palazzo Madama

Roma - Sono le assenze tra i banchi della maggioranza che hanno fatto andare sotto il governo su un emendamento del Pd al decreto "milleproroghe". Al momento della votazione, infatti, per il Pdl erano presenti circa due terzi dei deputati (il 75,37%) e molte assenze c’erano anche tra i banchi della Lega (che aveva in Aula il 71,67% dei deputati). Pd e Udc, invece, contavano, rispettivamente sull’85,32% e sull’88% dei presenti. Inoltre, all’episodio hanno contributo tre deputati leghisti che si sono astenuti: Claudio D’Amico, Gianpaolo Dozzo e Giovanni Fava. Un esponente del Pdl, l’azzurro Paolo Russo a votato a favore.

Governo battuto Maggioranza e governo battuti durante le votazioni sugli emendamenti al decreto legge per il controllo della spesa pubblica, anche detto milleproroghe. E' stato approvato un emendamento di Giuseppina Servodio (pd) sull’uso delle biomasse con il parere contrario di relatore e governo. Ora il decreto, per essere convertito, dovrà tornare a Palazzo Madama.

La norma del Pd La norma su cui è andato sotto il governo riguarda le quote annuali di biocarburanti e altri carburanti rinnovabili che devono essere messi in commercio nei prossimi anni rispetto alla benzina tradizionale e al gasolio. La norma del milleproroghe inseriva nell’elenco dei carburanti ammessi anche i combustibili sintetici. L’emendamento del pd si dovrà trattare esclusivamente di quelli ottenuti dalle biomasse. Nella votazione, tre deputati della lega si sono astenuti, ma non sono risultati determinanti: lo scarto è stato di quattro voti: 250 favorevoli e 246 contrari.

La replica di Cota "La Lega era presente in massa e ha votato contro. Ci sono state assenze di altri e il voto favorevole dei deputati dell’Mpa, poi singoli errori nella votazione prontamente segnalati ed egualmente distribuiti tra i gruppi. Non corrispondono al vero le notizie diffuse. Si guardino i numeri prima di parlare. Resta il fatto che si tratta di una correzione di carattere minimale e non vi è alcun rischio di decadenza", ha detto il presidente dei deputati della Lega, Roberto Cota.

La proposta di Casini Il leader centrista, Pierferdinando Casini, ha chiesto al Governo di apportare "quelle necessarie modifiche al dl Milleproroghe" dopo l’approvazione di un emendamento dell’opposizione che costringe un nuovo passaggio al Senato. "Berlusconi ha detto che c’è una opposizione sfascista, ma agli amici del governo dico che una opposizione migliore di questa che sta votando tutto non la hanno mai vista". Per questo, sostiene Casini, "visto che il testo deve comunque tornare al Senato facciamo qualche necessaria modifica che lo renda pienamente applicabile senza correzioni, facendo un servizio alla qualità dei testi normativi". Una richiesta analoga era stata avanzata da Roberto Giachetti del Pd.